Il 17 maggio si celebra la giornata internazionale contro l’omofobia. Abbiamo voluto ache noi – a modo nostro – dare un contributo alla riflessione. Siamo andati in un mercato barese a chiedere ai baresi quanto sono disposti ad accettare la diversità, magari quando un figlio o un nipote confessa la propria omosessualità. Tra battute scherzose e riflessioni pungenti, abbiamo scoperto che in molti non hanno ancora quella disponibilità alla tolleranza e alla comprensione, che aiuterebbe a risolvere alla radice il problema della convivenza. Un problema che spesso è soprattutto culturale. In tanti mal sopportano l’omosessualità, ma non sanno di essere omofobi. Abbiamo cercato di comprendere il fenomeno parlando anche con Luca Quagliarella, psicologo clinico e sessuologo barese.

I dipendenti comunali, invece, sono omofobi? Quest’anno il Tavolo delle tante associazioni LGBTQI  – inaugurato due anni fa – entra nel vivo della sua programmazione, con la somministrazione del primo questionario per analizzare il livello di omofobia e transfobia all’interno del Comune. Da qualche ora tutti i dipendenti comunali (1880 unità) rispondono ad alcune domande specifiche. Il questionario, infatti, si compone di 36 item, sotto forma di affermazioni, rispetto alle quali ogni partecipante è chiamato a esprimere il suo grado di accordo o disaccordo su una scala Likert a cinque punti. Le risposte, online, sono in forma anonima e i dati raccolti verranno utilizzati esclusivamente ai fini di una ricerca, condotta da un gruppo di lavoro composto da alcuni esperti.

Qualcosa è stata fatta, ma molto ancora resta da fare per garantire a chiunque gli stessi diritti. Per chiunque volesse conoscere i servizi dell’Ufficio LGBTQI, può recarsi al primo piano del palazzo comunale, in via Cairoli 2, telefonare al numero 0805772059 oppure scrivere a [email protected]

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