“Mi ha prima detto ti ammazzo e poi mi ha sferrato un pugno in faccia. Ho perso gli occhiali, diventando inerme perché sono completamente miope, poi mi ha colpito da terra con un calcio all’anca”. Francesco Gatti, medico in turno alla postazione 118 di Santeramo in Colle, racconta la sua versione del fattaccio accaduto domenica scorsa. “Il collega Domenico Di Noia – continua il medico dal letto d’ospedale – mi ha colpito senza motivo al cambio turno”.

Tesi suffragata da Tonia Carone, infermiera in servizio col dottor Gatti quella mattina. E non sarebbe l’unica testimonianza di quanto successo. Completamente diversa è la versione dei fatti data dal collega accusato del pestaggio. “Sono io quello aggredito – ha spiegato Di Noia – Gatti è caduto e ha battuto la testa, poi ha preso la porta del bagno in faccia mentre mi difendevo e, infine, dopo avermi afferrato per le palle è scivolato in avanti sbattendo contro lo stipite della porta”. Di Noia è l’unico a raccontarla in questo modo.

Abbiamo voluto vederci più chiaro e per questo siamo andati in postazione. Parlando con alcuni membri dell’equipaggio scopriamo che la situazione è particolarmente tesa. La stessa infermiera, Tonia Carone, dice in lacrime: “Abbiamo paura, non siamo sereni e di mezzo vanno i pazienti. L’altro giorno ho passato la notte fuori dalla postazione. L’indomani ho chiamato il coordinatore del 118 Dibello piangendo, ma non è successo niente nonostante il dottore stia sempre col fucile puntato e non perda mai l’occasione per farcela pagare”.

Dell’episodio di domenica scorsa è informata anche la responsabile del presidio Asl di Santeramo: “Ho riferito della cosa ai miei superiori. Io l’avrei risolta in 24 ore. Ho consigliato al personale di denunciare quanto accade al loro superiore, ma hanno paura di essere licenziati”. Sì, perché molestie e dispetti assurdi, più o meno gravi, sarebbero all’ordine del giorno. Il Coordinamento del 118 conosce bene cosa succede in quella postazione, perché in possesso di numerose segnalazioni.

Una delle ultima l’ha fatta un medico precario dell’adiacente Punto di Primo Intervento, sempre nei confronti del dottor Di Noia. “Si tratta di un episodio che non poteva essere taciuto – ci viene detto – fosse andato oltre lo avrei certamente denunciato”. La cosa più sconvolgente, alla luce di quanto abbiamo scoperto, resta il fatto che un medico del 118 sia ricoverato da quattro giorni in ospedale ed il collega, quello accusato di averlo colpito con calci e pugni, possa continuare a prestare servizio in postazione come se niente fosse.

Cosa si aspetta ad intervenire? Perché non lo si è fatto in tutti questi anni, pur sapendo cosa succede a Santeramo? Un pubblico ufficiale che viene a conoscenza di gravi episodi non ha forse il dovere di intervenire? Quando un’ambulanza del 118 arriva sul luogo di un intervento ai pazienti ed ai loro cari interessa solo che, medici, infermieri, autisti e soccorritori siano nelle condizioni migliori per prestare i soccorsi. Questo, al contrario, è il presupposto peggiore per assicurare cure celeri ed opportune. “Vogliamo solo un po’ di pace”, dice sconsolata l’infermiera 60enne.

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3 COMMENTI

  1. L’infermiera parlando del dottore aggressore Dice chiaramente che (quello) sta sempre col fucile spianato e il giomalista diffamatore invece riporta che sarebbe il dott Dibello quello col fucile. Che vergogna. Spero venga querelato

  2. Il dottor Dibello non sta col fucile spianato. è solo il responsabile del servizio 118 e per questo avrebbe dovuto restituire serenità a quella postazione. Le sembra poco?

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