Dimenticate reggiseni con le borchie, tacchi vertiginosi e soprattutto non chiamatela lap dance. La pole dance è una disciplina sportiva a tutti gli effetti e non ha niente a che fare con gli spettacoli spesso in scena nei night club che tanto solleticano la fantasia degli uomini. Più diffusa al nord, un po’ meno da Roma in giù, si sta lentamente divulgando anche in Puglia.

Attualmente da noi ci sono appena 5 istruttrici, contro le oltre 50 del lazio giusto per dare un termine di paragone, ciò nonostante il movimento sportivo locale fa la sua bella figura, come dimostra il terzo posto di Angela Lepore conquistato qualche giorno fa all’Italian Pole Contest svoltosi a Modena: “Non me lo aspettavo – ci ha detto entusiasta – è stata una grande soddisfazione. Ora più che mai andrò carica alla prossima gara che si svolgerà a a Roma a metà maggio, ce la metterò tutta”.

Fisico prefetto, anni di danza alle spalle, il passaggio alla pole dance è stato per Angela quasi naturale: “Ci sono ovviamente figure e coreografie che ne derivano, poi sfruttiamo il nostro peso corporeo, sviluppando tutto un allenamento muscolare. La forma fisica sicuramente aiuta, ma non è una condizione essenziale, come pure l’età. Tomoko, ormai famosissima, ha 70 anni e la pratica regolarmente”.

Attorniata da pregiudizi e false credenze, la pole dance è dunque adatta a tutti, maschietti inclusi: “In Puglia ancora non ci sono atleti uomini, ma possono praticarla anche loro, magari eseguendo figure più di forza”. Senza nascondersi dietro a un dito, spesso questa disciplina sportiva viene confusa con la lap dance: “Più la gente le confonde e più io mi impegno per dimostrare che sono due cose diverse”.

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