La storia del Calcio a Palo del Colle, fatte le dovute proporzioni, è un po’ come quella della Longobarda di mister Canà. La polvere dei campi di periferia nelle categorie minori è difficilissima da digerire e allora succede che la squadra si sfasci nel bel mezzo di un’inutile partita contro la prima in classifica, che comuque fosse andata sarebbe rimasta prima. Secondo quanto raccontano alcuni testimoni, nell’intervallo della gara contro lo Sly, al quartiere San Pio di Bari, qualcuno avrebbe minacciato i ragazzi del Palo, sarebbero persino volati schiaffi in faccia.

Il Palo vinceva 3 a 2, alla fine ha perso 6 a 3. Sostituzioni, falsi infortuni. Insomma, è stato fatto il possibile affinché lo Sly finisse imbattuto il campionato di terza categoria. Capirai che record. Tant’è, a qualcuno queste cose appassionano più della rotondità della palla. È in quel momento, durante l’intervallo, che si sarebbe finalmente consumata la frattura tra mister Angelo Trentadue, seguito da buona parte della squadra e la dirigenza del Palo Calcio. Un rapporto ipocrita, da sempre mal sopportato da entrambe le parti.

I vertici della compagine avevano chiesto all’allenatore di ritirare la squadra dal match. Il mister, invece, ha fatto in modo che la farsa continuasse per evitare che qualcuno si fecesse più male di quanto non se ne fosse già fatto. Nessuno della dirigenza del Palo, però, ha sentito l’obbligo di scendere dalla tribuna per dare manforte ai suoi, mettendoci la faccia.

La battaglia si è consumata su facebook. L’allenatore annuncia l’addio prima della finale contro la vincente tra la terza e la quarta per la promozione in seconda categoria. Promozione che quasi certamente arriverà pur perdendo la finale, essendo noto a tutti il ripescaggio delle seconde. Il Palo, appunto. I vertici della società, dal canto loro, hanno messo in piedi la minaccia di sempre: “Senza di noi a Palo il calcio è finito”, volendo tradurre in parole povere.

Qualcuno non s’appettava certamente l’exploit del Palo Calcio e magari auspicava di fare incetta di sponsor per poi condurre un tranquillo campionato di metà classifica. Trendadue, che veniva da tre anni nei semi professionisti del Bisceglie, come Canà è riuscito a rompere le uova nel paniere. Qualcuno dice che vorrebbe prendersi la società, ma pare le cose non stiano in questo modo.

Ciò che di vero c’è in questa storia è che tanti imprenditori di Palo non si sono avvicinati alla società di calcio per colpa di quella dirigenza. Ora è arrivato il tempo di cambiare pagina, di smetterla con il solito ricatto del: “Con noi oppure portiamo via il calcio da Palo”. Se queste sono le promesse l’intero paese dovrebbe esservi grati doveste decidere di dedicarvi ad altro, anche perché non si è ben capito quali siano gli investimenti reali e quanto, invece, sia frutto di un’amministrazione comunale dalle maniche larghe.

Chissà che quegli imprenditori palesi, indispettiti da quella presenza al comando, non decidano di entrare in gioco, avendo la squadra dimostrato senza dubbi di che pasta è fatta. Siamo convinti che bene abbia fatto l’allenatore del Palo a far scendere in campo i suoi nel secondo tempo e bene farebbero i vertici del Palo Calcio ad andare a fomentare qualche altra piazza in cerca di riscatto calcistico.

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