Torna ai microfoni il direttore sportivo del Bari, Sean Sogliano. La sconfitta per 0-4 rimediata in casa contro il Benevento ha deluso le sue aspettative ma l’occasione vale anche per tirare le orecchie a qualche giocatore, ad alcuni procuratori e ai giornalisti stessi, “rei” di aver creato dei casi che distoglierebbero l’attenzione dagli obiettivi del campionato.

Il primo problema sollevato è quello relativo al modulo. Il 4-4-2 sul quale sta insistendo Roberto Stellone ha creato una spaccatura nella tifoseria e tra i media. C’è a chi piace e a chi no. Ma per il diesse biancorosso non è l’unica cosa che conta quando si entra in campo. “Ho letto molto sul modulo e sul mio rapporto con Stellone – ha sottolineato Sogliano – ma le parole le porta via il vento. Contano i fatti. Domenica mattina, dopo la sconfitta in casa, ero dal mister per cercare di capire e trovare un perché, e gli ho parlato apertamente di quelle cose che per me non sono positive. È stato un confronto costruttivo. Ma non significa che Stellone non abbia massima autonomia nelle scelte. Ovviamente un allenatore vive di risultati e qui la piazza è diversa. Bari non è come Frosinone ma lui deve avere la tranquillità di portare avanti le sue idee. Deve lavorare in pace. I moduli sono importati ma lo è altrettanto l’atteggiamento della squadra in campo“.

Ma il vero giallo del momento è quello relativo alla decisione di lasciare il portiere Micai in panchina per schierare lo “sconosciuto” Ichazo. Sogliano ha voluto chiarire una volta per tutte il caso. “Forse è perché sono fuori dal mondo ma sono deluso e amareggiato. A me non piace parlare sui social o sui giornali. Io mi interfaccio con i procuratori e non accetto che si parli altrove di situazioni delicate. Il Bari ha proposto a Micai altri due anni di contratto al doppio della cifra che guadagna quest’anno. Al di là del contratto, che non è stato accettato, quando un calciatore non gioca deve essere il primo a incitare la squadra e deve essere il primo a dare una pacca sulla spalla al suo compagno. Ora è giusto che continui a giocare Ichazo. Quando Micai si comporterà bene, tornerà a giocare. Non create però i casi. Parliamo di cose più costruttive. Non abbiamo chiuso la porta in faccia a Micai. Finché ci sono io, chi si comporta male non gioca. Gli ho anche fatto il primo contratto da professionista e sono stato contento di rincontrarlo. Forse si è dimenticato di certe cose. Non mi sta bene la dietrologia. Il Bari non ha perso per colpa di Ichazo. In campo vanno i giocatori che hanno la stima dei compagni. Caso chiuso“.

Tornando ai quattro goal rimediati contro il Benevento, il direttore sportivo ha parlato di una sconfitta che ha fatto male a tutti. E sarebbe stato inutile intervenire pubblicamente dopo una vittoria. Per questo vorrebbe un atteggiamento diverso in campo. Perché è necessario che chi sta in panchina sia di aiuto per i compagni sul terreno di gioco. “Dobbiamo alzare la testa e a non piangerci addosso. Ringrazio ancora una volta i tifosi che sono stati d’aiuto per tutta la durata della gara. Bisogna tirar fuori gli attributi per dimostrare che la squadra può fare grandi prestazioni e bisogna avere le palle di provare a ribaltare il risultato senza deprimerci e vergognarci. Nel calcio succede di andare sotto anche in casa. Ma regalare mezz’ora di secondo tempo non esiste“.

Noi dobbiamo essere più compatti – conclude Sogliano – e più uniti, ed è quello che manca a questa squadra. Dobbiamo trovare più spensieratezza in alcuni giocatori che possono dare qualcosa in più soprattutto in avanti. Bisogna ragionare da squadra. Abbiamo ampi margini di miglioramento. Adesso andiamo a Brescia determinati, anche se con qualche assenza. Voglio più carattere“.

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