• È il giorno di Sean Sogliano. Il nuovo direttore sportivo del Bari è stato presentato in conferenza stampa dal presidente biancorosso Cosmo Giancaspro. “All’ottavo giorno – ha esordito con una battuta il numero uno di via Torrebella – fu attribuito l’incarico al direttore sportivo. Non è stata una scelta facile, molti impegni mi hanno tenuto sveglio di notte. Ho voluto incontrare di persona i papabili per questo ruolo”.

“È nata da subito una stima che apre ad una condivisione del progetto, lo stesso che prevede un solido futuro nel settore sportivo del Bari. Zamfir, parallelamente a questa vicenda, si è comportato da uomo. Aveva un contratto con tanto di tutele e ha rimesso tutto nelle mie mani. Gli faccio i miei migliori auguri”.

“Per quanto riguarda l’allenatore, ho sondato alcuni nomi. Mi sono concentrato su tre di questi, che avessero esperienze di B e di A. Nei prossimi due giorni spero di poter chiudere il contratto per il nuovo tecnico. E sarà una scelta condivisa”.

 

“Ringrazio tutti per l’accoglienza che sto ricevendo – questo il primo commento di Sogliano – Sono molto felice. La scelta di Bari è fortemente voluta. Il mio ruolo lo interpreto in un unico modo. Io sono un dirigente che rappresenta il club e che ci mette la faccia nei momenti negativi. Sono a stretto contatto con tutti, con i calciatori e il presidente. Vivo la partita, vado allo stadio e in panchina. Tutto per dare una mano nei momenti di difficoltà”.

“Sono della nuova generazione ma sono un direttore sportivo vecchio stampo. Decisionale e che si prende sempre le responsabilità. Devo cercare di portare soluzioni, non problemi, devo essere di supporto all’allenatore. Il calcio è cambiato ma io credo che il ds debba essere sempre un uomo di calcio”.

“Nel calcio di oggi ci sono delle priorità. Il settore giovanile ha bisogno di investimenti e di persone giuste. I giovani sono una forza per la società e per il nostro futuro. Abbiamo poco tempo ma lavoreremo anche su questo fronte”.

Mercato – “Siamo già in ritardo e abbiamo delle priorità. Vaglierò giocatori italiani e stranieri. Nella mia carriera ho preso calciatori dall’Argentina o dalla terza categoria. Se una società ha uno zoccolo duro ha il lavoro facilitato per la stagione successiva. I giocatori di proprietà possono essere o un capitale o un peso. Dipende dal tipo di contratto e dal rendimento. Ci sono anche prestiti e prestiti. Alcuni finiscono al termine della stagione, altri hanno diritti di riscatto. Ho sempre cercato di creare la possibilità di formare un gruppo su cui contare. Il mercato è sempre difficile, ogni anno di più. Di giocatori bravi ce ne sono pochi”.

“Bari è una grande sfida. A me la potenza non interessa, così come non mi interessa rimanere nella stessa società. Qui ognuno deve avere il proprio ruolo. Se non c’è sintonia con la società preferisco andare via. Mio padre è stato un direttore sportivo e per questo ho imparato a fare questo lavoro in certo modo. Come Regalia, sono dirigenti che hanno messo al rapino posto la professionalità e la voglia di fare bene senza scendere a compromessi. Io prometto obiettivi partita dopo partita, dire che andremo in serie A sarebbe davvero superficiale. Una cosa è certa. I giocatori usciranno con la maglia sudata”.

L’allenatore – “Il tecnico imposta il suo modulo in base alle proprie conoscenze. Alcuni sono integralisti, altri meno. Quando c’è un cambio di proprietà è importante dimostrare di essere credibili. Il presidente ha contattato Stellone e Sannino. Sono contento che Giancaspro abbia pensato a loro due prima di parlare con me. Ho incontrato Stellone, ho avuto buone sensazioni, potrebbe essere lui l’allenatore, è uno dei migliori tra i giovani. Sannino è un grande tecnico. Ma deve dimostrare di essere un ottimo anche senza Sogliano”.

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