Il Bari fallisce ancora l’obiettivo serie A, ma a detta della Curva Nord, pur essendo stata una stagione deludente se presa singolarmente, “tutto sommato non del tutto negativa in considerazione degli ultimi venti campionati giocati”. Gli ultras non ci stanno e passano al contrattacco dopo la contestazione contestata di mercoledì sera contro il Novara, quando otto minuti dopo l’inizio del secondo tempo, con la squadra sotto di tre goal, gli ultras hanno ritirato gli striscioni, smesso di intonare cori e si sono accomodati nell’anello inferiore.

“Non accettiamo lezioni di regole non scritte da parte di chi non è a conoscenza degli avvenimenti e della situazione – scrivono in un comunicato stampa ritenuto necessario per fare chiarezza e tirare le somme – Sappiamo benissimo che questa decisione, tanto sofferta e opinabile, è stata presa un po’ troppo in anticipo… ma nel momento in cui si consuma un tradimento di quella portata, proprio nella gara in cui non si poteva sbagliare, la ragione lascia spazio all’istinto. Guarda caso, la squadra ha avuto una reazione da quel momento in poi, rimontando tre reti, in un silenzio assordante, interrotto solo dall’esultanza ai goal e da un paio di cori partiti da altri settori”.

I tifosi organizzati rivendicano l’assoluta buona fede e il fatto di aver sempre agito, fin dall’inizio della stagione, avendo come unico interesse il bene del Bari e della Curva Nord. “Abbiamo abbracciato la causa sin dal ritiro estivo di Roccaporena – aggiungono – chiedendo in cambio ai calciatori il massimo impegno e professionalità. Purtroppo, alla luce di un campionato altalenante, caratterizzato da un gioco lento e prevedibile, talvolta è venuta a mancare quella voglia di vincere e di lottare su ogni pallone. Spesso abbiamo loro rimproverato lo scarso approccio alla gara e per il bene comune lo abbiamo sempre fatto lontano da occhi e orecchi indiscreti”, seppure in qualche occasione quei rimproveri sono emersi. Noi stessi abbiamo raccontato un episodio che ha generato molte polemiche, seppure la Curva Nord ha sempre negato fossero avvenuti.

C’è poi il capitolo, mai tutto rosa e fiori, del rapporto con i giornalisti. “Abbiamo tenuto botta a forti pressioni provenienti da ogni dove, anche da una parte della stampa locale, proprio nel momento clou della stagione in cui si sarebbe dovuto pensare solo al campo e non ad alimentare polemiche fini a se stesse e nocive per tutto l’ambiente. In questo turbinio di gente pronta a salire o a scendere dal carro del vincitore, a seconda del risultato e dell’evolversi della situazione societaria, la Curva Nord c’è sempre stata”.

Tirate le somme è tempo di pensare al futuro. “Arrivederci a luglio – conclude la nota – nella speranza che il prossimo campionato possa finalmente regalarci quel salto di categoria che la piazza ha dimostrato di meritare a suon di numeri e tifo”. In mezzo alla stampa locale polemica, certamente ci siamo anche noi, che non l’abbiamo mai mandata a dire o, al contrario abbiamo esaltato certi comportamenti della tifoseria. In una nota in cui si tirano le somme, essendosi la Nord spesa in maniera netta con striscioni, cori e una certa sovraesposizione, ci saremmo aspettati un riferimento alla situazione, per ora in stallo, dell’ingresso nella società dell’imprenditore Datò Noordin Ahmad. Ma per quello c’è tempo, c’è sempre un tempo per tutto.

Chiudiamo anche noi questo capitolo, ringraziando tutti i gruppi della Curva Nord, nonostante malumori, malintesi e critiche feroci, per averi fatto accomodare con loro sugli spalti, nelle loro sedi, per raccontare uno spaccato piccolo piccolo della vita dell’ultras. All’anno prossimo, ribadendo la nostra regola: lealtà e coerenza. Forza Bari.

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