Non ero mai stato in Curva Nord al San Nicola, lo ammetto. Volevo che la prima volta, il battesimo di fuoco, fosse speciale. Dopo essere stato nella bolgia, aver compreso certe dinamiche, ti accorgi che la partita si gioca anche sui gradoni dello stadio, non solo sul terreno di gioco. Il fischio d’inizio è ore prima delle 20.30. “Seguaci” e “Bulldog” mi hanno permesso di stare in mezzo a loro, nelle sedi prima di muoversi verso lo stadio.

Gli striscioni, i tamburi, i fumogeni, ma soprattutto quella filosofia di vita impensabile per la maggior parte della gente, anche dagli stessi baresi. Puoi sforzarti, ma non comprenderai mai le ragioni più profonde di tutta quella passione. Nonno Gaetano, 61 anni, insieme al piccolo Gaetano, il nipote di appena 7 anni. L’impiegato, il professore, l’imprenditore, il pregiudicato, lo studente, donne, uomini e ragazzini. Tutti insieme, incitati da un manipolo di pazzi in piedi sulla balaustra dell’anello superiore.

Partono i cori, i fischi. La birra. Tutto, o quasi ha un senso. Un manipolo di ultras urla il da farsi, la partita non la vedono neppure. Sono di spalle al rettangolo verde. È più importante coordinare un coro, farlo partire al momento giusto, svegliare chi dorme e spronare chi non canta. Lo fanno con l’inico scopo di sostenere incessantemente la squadra, dal primo all’ultimo minuto.

Seguaci e Bulldog, persone diverse, due modi di approcciarsi alla partita, fin dalla riunione, e poi la preparazione dell’incontro, l’attesa, il trasferimento allo stadio. Una sola unica passione: la Bari. Sono stato in Curva Nord. Il mio unico rammarico? Non aver assistito al delirio dopo il gol. È rimasto il colpo il canna, ma nulla è perduto, perché la partita di spalle è solo la prima tappa di un viaggio nella mentalità ultras, comunità nell’accezione più autentica del termine. Nel bene e nel male, come succede a una qualsiasi famiglia.

Ci saranno altre storie, altri personaggi, altri cori da raccontare. Nel frattempo mettetevi comodi e godedeti lo spettacolo prima della trasferta a Livorno. Gli ultras, manco a dirlo, saranno come sempre al fianco della squadra, anche all’Armando Picchi.

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