Il pubblico è quello delle grandi occasioni. Più di 22mila spettatori. Merito anche della presenza al San Nicola del probabile nuovo azionista di maggioranza del Bari, Datò doctor Noordin Ahmad. Ma per rendere possibile un sogno, è necessario che a parlare sia soprattutto il campo. E i biancorossi ringraziano l’interessamento alla società del petroliere malese annientando il Como con un secco 3-0 che permette loro di consolidarsi al terzo posto in classifica, aumentando così le speranze dei tifosi che sognano la serie A.

Camplone si affida al 4-3-3 per dare filo da torcere al Como. In difesa confermato sulla destra Donkor a fare reparto con Tonucci, Di Cesare e Gemiti. A centrocampo si rivedono insieme Romizi, Defendi e Valiani mentre Dezi resta in panchina per il turn over. Stessa cosa in attacco, lì dove Puscas rimpiazza Maniero, supportato da Rosina e Sansone.

Il Bari parte subito all’attacco, schiacciando il Como nella propria metà campo, anche se nel primo quarto d’ora, al di là di un colpo di testa di Tonucci ribattuto in angolo, le azioni pericolose dei biancorossi non riescono a trovare la via per il goal. D’altra parte, la presenza dei ragazzi di Camplone nella metà campo avversaria è davvero asfissiante. Per vedere infatti i lombardi in attacco bisogna attendere ben ventuno minuti: una ripartenza degli avversari porta Gerardi al tiro dall’interno dell’area barese. Una conclusione da dimenticare.

Così come, sempre su ripartenza, è il Bari ad andare vicinissimo al vantaggio con Sansone. È  il 29′: Rosina si invola sulla fascia destra e taglia il campo per Sansone. L’ex doriano si decentra e tira, colpendo il portiere sulle gambe. E sulla ribattuta ha la possibilità di tentare nuovamente la conclusione ma Scuffet, ben piazzato, respinge ancora una volta. Per quanto la partita sia vivace e a tratti dura, entrambe le squadre non riescono a impegnare realmente i due portieri. Il Bari perché di fronte ha trovato una squadra molto ben chiusa, il Como perché raramente riesce a superare la metà campo. Una musica che accompagna entrambe le formazioni all’intervallo, ancora in parità.

La prima azione in attacco della ripresa è per il Como. Gerardi, imbeccato con un cross dalla trequarti, gira di testa schiacciando a terra la palla, facile preda di Micai. Il Bari, invece, spreca ancora una grande occasione da goal. Triangolazione perfetta al limite dell’area tra Sansone e Rosina. L’ex Toro, a tu per tu con Scuffet, alza troppo la mira e spara la palla oltre la traversa. E il pubblico del San Nicola rumoreggia. Ma i biancorossi zittiscono subito tutti passando in vantaggio nel momento più complicato. Minuto 15. Sansone sorprende il portiere con un missile da fuori area che costringe l’estremo del Como a respingere a terra. Proprio sulla ribattuta si fionda Puscas che, aiutato da una deviazione dal difensore, infila in rete per l’1-0. E la musica cambia. Così come Camplone cambia a centrocampo facendo entrare Dezi al posto di Defendi.

Per il Como risponde Ambrosini, con una conclusione potente ma centrale da fuori area. Nulla di preoccupante per Micai. Anche perché il Bari, galvanizzato dal vantaggio, raddoppia con Dezi. Al 23′ nel secondo tempo, con il Como sbilanciato, il neo entrato firma il 2-0 sfruttando una verticalizzazione che lo porta di fronte al portiere. Dezi è freddo e infila Scuffet sul palo più lungo. È 2-0.

Il Como è ormai annullato e a mettere il dito nella piaga è Rosina al 34′. Il colpo vincente dell’attaccante è il solito: sinistro a giro sotto l’incrocio, il classico colpo “alla Del Piero”. Nel finale solo applausi. Nulla da dire, niente commenti negativi. I galletti dimostrano di poter dire la loro in questo finale di campionato, sognando la massima serie.

 

 

 

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