Immaginiamo che i tre + prima e dopo la scritta “COMUNICATO UFFICIALE FC BARI 1908”, vogliano ribadire l’importanza della comunicazione della società biancorossa. Ciò che non abbiamo ben compreso è se l’urgenza fosse quella di comunicare che mister Camplone non avesse avuto un infarto, oppure far sapere alla tifoseria che tutti i giornalisti senza lauree e specifiche conoscenze mediche siano pseudo giornalisti.

C’era una volta in cui la smentita e la rettifica si chiedevano a chi sbagliava. Capiamo che sparare nel mucchio sia più facile e sbrigativo, soprattutto quando la comunicazione è tardiva. Pubblicare una porcheria comunicativa simile è certamente meno impegnativo che rispondere a chi si è preso la responsabilità di dire che il mister avesse avuto un infarto. La notizia del “malore” era trapelata già la mattina, perché le notizie hanno la velocità della luce. Essendo la nota della società arrivata colpevolmente ore dopo, immaginiamo che la necessità della società fosse proprio quella di screditare tutta la categoria dei giornalisti.

Ciò che il presidente Paparesta e il suo staff proprio non riescono a comprendere è che facciamo due mestieri diversi. Loro comunicano le notizie ufficiali, noi lavoriamo con indiscrezioni e fonti da accertare, anche perché spesso le notizie ufficiali sono le sole che si vogliono far sapere rispetto alla moltitudine di notie reali. Il mondo del pallone e in generale quello della comunicazione sono fatti di tanto altro. Chi ha bagliato dirà che non ha riportato una notizia vera, ma perché si deve a tutti i costi far credere che siamo tutti dei pennivendoli, aizzando la tifoseria?

Mica quando il presidente acquista un giocatore fetecchia scriviamo che è uno pseudo presidente. Non abbiamo scritto che Nicola fosse uno pseudo allenatore, neppure davanti all’evidenza del fallimento, così come non diamo dello pseudo comunicatore a chi avvisa la stampa del “malore” a Camplone quando ormai non serve più. Abbiamo avuto qualche divergenza con la società in passato, abbiamo come tutti commesso qualche errore, evitato per rispetto di non diffondere notizie assolutamente reali ma poco opportune, ma se la comunicazione fosse più tempestiva e non appiattita alla riproposizione pedissequa delle sole note ufficiali e delle interviste riportate sulla pagina Facebook; se i giornalisti, quelli veri, non fossero sempre messi alla gogna quando criticano scelte giudicate sbagliate, probabilmente anche gli pseudo rapporti tra giornalisti e società andrebbero meglio. Non parliamo di quelli consolidati tra qualche giornalista e qualcuno della società, ma dei rapporti ufficiali.

+++COMUNICATO UFFICIALE FC BARI 1908+++
In riferimento al malore che ha colpito nella giornata odierna il sig. Andrea Camplone, l’F.C. Bari 1908 S.p.A informa che lo stesso ha eseguito un controllo coronarografico seguito dal posizionamento di un nuovo stent. I controlli sono stati eseguiti dal dott. Nicola Signore presso il reparto di cardiologia ospedaliera del policlinico di Bari con l’assistenza dello staff sanitario della Società, coordinato dal prof. Biagio Moretti. Le condizioni cliniche di Camplone sono buone e il risultato è ottimale.
Mister Camplone dovrá osservare qualche giorno di riposo prima di tornare alla normale attività.
Si invitano inoltre giornalisti o pseudo tali, peraltro sprovvisti di lauree o conoscenze mediche specifiche, a evitare di divulgare false diagnosi o inverosimili prognosi, attendendo le comunicazioni ufficiali diramate dalla Società biancorossa, o dal personale medico autorizzato. Tale libertà di espressione, infatti, ricade nella violazione della legge sulla privacy oltre che sulla mancanza di rispetto delle persone coinvolte.

 

L’ASSOSTAMPA – La replica dell’Assostampa Puglia al delirante comunicato della Fc Bari 1908 di ieri (anche qualche collega “anziano” dovrebbe leggerlo così, magari, capisce che con quel comunicato è stato offeso anche lui): “Pur comprendendo le legittime preoccupazioni della F.C. Bari 1908 per le condizioni di salute dell’allenatore della squadra Andrea Camplone, il sindacato dei giornalisti pugliesi stigmatizza i contenuti del comunicato diffusi ieri dall’ufficio stampa della società in cui si intima genericamente a tutti i colleghi che seguono gli eventi sportivi di non occuparsi della vicenda, definendoli “giornalisti o pseudo tali” perché “sprovvisti di lauree o conoscenza mediche specifiche”. Pretendere che i giornalisti debbano essere in possesso di tali requisiti per potersi occupare di questo come di tanti altri casi che accadono nel mondo sportivo, equivarrebbe a chiudere tutte le testate sportive, ignorando non solo i dettati costituzionali sulla libertà di espressione ma anche i principi che governano l’accesso alla professione giornalistica. Che sia l’ufficio stampa di una squadra così prestigiosa a commettere tali leggerezze, lascia davvero basiti.
L’Assostampa ricorda che la tutela della privacy va sempre rispettata, ma quando ci si occupa di personaggi pubblici e di eventi, seppur spiacevoli, che ricadono nell’interesse pubblico, il sacrosanto diritto di cronaca va sempre esercitato e l’altrettanto sacrosanto diritto all’informazione dei cittadini va ugualmente tutelato. Intimare per di più ai colleghi di attendere “le comunicazioni ufficiali diramate dalla società” è un inaccettabile tentativo di mettere un bavaglio a tutti i cronisti che, anche ieri, seguivano questa e altre vicende con professionalità e rigore e che continueranno a farlo, col sostegno del sindacato, senza farsi intimorire da minacce o condizionamenti.

L’Associazione della stampa

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