Davide Nicola è concentrato sulla sfida di domani contro il Trapani ma nella conferenza che precede la trasferta siciliana il tecnico piemontese commenta anche le parole del direttore sportivo biancorosso Stefano Antonelli pronunciate nel corso dell’ultimo incontro con i giornalisti.

«Voglio andare a Trapani per cercare di vincere – inizia Nicola – in questo tempo che ci è rimasto cambia poco giocare fuori o in casa, dobbiamo fregarcene. La mentalità deve essere uguale. Per il resto è giusto fare proclami perché manifestano tutti i sogni che abbiamo, ma ognuno deve pensare al proprio ruolo ed io mi concentro partita per partita».

«Nelle mie valutazioni di inizio campionato questa non era una squadra costruita per la serie A – continua – la società aveva deciso di puntare su uomini che avevano bisogno di una rivalsa, poi le cose sono cambiate. Per il resto, commento tutto ciò che è di mia pertinenza. L’operato degli  arbitri non è sotto il mio diretto controllo e parlandone sprecherei solo del tempo. Non lo farò mai. Detto questo, contro il Crotone anche a me il direttore di gara non è sembrato sereno».

Sulla formazione anti-Trapani. «Rinaudo non c’è – dice Nicola – questo è sicuro. Dalla gara con il Lanciano, fatte salve squalifiche e acciacchi, gli uomini che ho messo in campo sono sempre stati quelli. Si continuerà su questa strada. Galano? Se si guarda all’anno scorso si pensa a un giocatore che ha nelle sue corde la doppia cifra. Ma se si guarda al Galano come giocatore di serie B, la sua media è quella di quest’anno: 5-6 goal a campionato. Ha un talento importante e ha tutte le carte in regola per fare meglio. Sta lavorando molto sullo studio della percezione degli spazi e sul suo atteggiamento tattico. Minala può essere importante e decisivo. È tornato ad avere una buona condizione psico-fisica. È possibilissimo che lo rivediate. Da quando sono qui ha giocato 14 volte su 21. Vuol dire che è stato preso in grande considerazione».

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