Paparesta ancora a gamba tesa sugli arbitri. Sottolinea le difformità di giudizio, ma chiarisce: il Bari non sta preparando alcun dossier. Lo fa nel corso della trasmissione Mediaset “La moviola è uguale per tutti”.

«Mi auguro che il fatto che sia un ex arbitro o che abbia commentato in tv l’operato degli arbitri non comporti una maggiore pressione nel decidere sul Bari. Non vorrei che il direttore di gara venga preso dalla voglia di manifestare eccessiva indipendenza. Insomma, voglio solo che non ci siano problemi o preconcetti nei confronti della mia squadra. Chiedo serenità e tranquillità. Se l’arbitro è tranquillo e sereno, sbaglia di meno».

«I miei calciatori mi fanno notare come spesso per il Bari ci siano due pesi e due misure. Contro il Pescara, sul rigore concesso ai nostri avversari può non essere stata vista la maglia tirata su Rossini. Può essere sfuggito anche all’assistenza. Ma poi diventa difficile capire come mai non venga presa in considerazione la trattenuta su Caputo. Nelle ultime quattro partite ci hanno fischiato contro quattro rigori. Un dato statistico importante. Dossier? Non è mia intenzione farne uno. Credo sia stata una metafora giornalistica. Sono episodi di difformità di giudizio talmente evidenti che non hanno bisogno di dossier».

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