La virtù della duttilità trova casa in un nome e cognome. Quello di Marino Defendi. Centrocampista, attaccante esterno, terzino, ma all’occorrenza anche punta centrale del Bari di Devis Mangia.

“Il fatto che i mister mi vedano come un calciatore capace di giocare un po’ dappertutto non può che rendermi felice – sorride l’ormai ex capitano dei galletti – se mai dovesse servire, sono pronto a fare anche il centravanti. Terzino a Catania? Non è il mio ruolo, ma mi posso adattare. Sarà una partita dura, tra due squadre che in teoria avrebbero dovuto giocare questa gara con una classifica migliore. Loro cercheranno di vincere, ma noi faremo lo stesso. In momenti come questo, una vittoria può darti davvero la spinta giusta per ripartire”.

Un periodo non esattamente positivo, che però non sembra aver turbato gli equilibri dello spogliatoio. “La serenità non manca – tranquillizza Defendi – la fiducia anche. Continuiamo a seguire un certo tipo di percorso. Il passato lo abbiamo archiviato. Certo, penso che la squadra possa dare di più. Deve dare di più, a partire dalla trasferta di Catania. Di tempo ce n’è, ma non è poi tantissimo. Le responsabilità di un obiettivo importante non ci toccano: abbiamo accettato una sfida e vogliamo vincerla”.

Difesa che prende troppi goal, attacco che segna poco. “Anche l’anno scorso l’avvio non fu felicissimo – ricorda Defendi – attualmente ci manca il passo decisivo. Facciamo trenta, ma non riusciamo a fare trentuno. Proveremo ad arrivare più decisi davanti alla porta avversaria. Personalmente, ad esempio, il fatto di non aver ancora segnato mi infastidisce. Lavoreremo per fare meglio”.

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