Il Bari ritrova il 4-3-3. Ritrova Sciaudone nel ruolo a lui più congeniale. Ritrova, a tratti, il piglio di squadra. E ritrova un’importantissima vittoria alla vigilia del primo turno infrasettimanale di questo lungo, lunghissimo campionato di cadetteria.

Squadra che vince non si cambia, racconta un vecchio adagio del pallone. Al contrario, quella che non vince si cambia eccome. Incominciando dal modulo. Mangia abbandona il discusso 4-4-2 e restituisce ai biancorossi il modulo con il quale avevano affrontato la brillante cavalcata play-off della passata stagione. Quattro difensori, tre centrocampisti e tre punte. E l’allenatore decide di cambiare anche qualche interprete. Dentro Camporese per Rossini. Sciaudone e Defendi mezze ali. Stevanovic titolare in un tridente completato da De Luca punta centrale e Galano.

L’avvio di partita è tutto di marca biancorossa. Donati ci prova con un paio di conclusioni dalla distanza, ma il goal arriva sugli sviluppi di un calcio piazzato. Lo batte Stevanovic sulla testa di Sciaudone, abilissimo nella torsione sotto porta che porta in vantaggio i galletti. Gli uomini di Mangia provano a rallentare il ritmo delle operazioni, il Livorno prende coraggio e Cutolo  un palo che fa tremare i 15 mila del San Nicola.

Il secondo tempo è avaro di emozioni. Non c’è più De Luca. Mangia gli preferisce Rozzi ed in settimana bisognerà capire se per l’ex Atalanta non si tratti di una prima, seppur provvisoria Bocciatura. Sabelli prova a scuotere i suoi con una bella percussione sulla fascia destra, ma la sua conclusione finisce alta sulla traversa. Alla mezz’ora Donnarumma nega il pareggio a Bernardini con un grande intervento di puro riflesso e sulla azione di ripartenza Galano costringe Gemiti ad un prodigioso salvataggio sulla linea.

I fantasmi di Frosinone aleggiano sul San Nicola alla notizia dei cinque minuti di recupero concessi dalla quaterna arbitrale. A scacciarli ci pensa Stavanovic, pronto a sfruttare una grande iniziativa di Rozzi.

Tre punti in cassaforte e un po’ di ossigeno in vista della doppia trasferta che attende i galletti sugli insidiosi campi di Vicenza e Lanciano.

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