Era tutto pronto per la quinta e ultima giornata del girone di andata di Coppa Italia Femminile Seven di Rugby, nella quale avrebbero dovuto sfidarsi cinque team, comprese le padrone di casa Pantheress. L’incontro, che si sarebbe dovuto svolgere domenica 26 gennaio presso lo stadio comunale di Modugno, è stato posticipato al 16 febbraio. A determinare il rinvio è stata la concomitanza tra il match rugbistico e la partita della locale squadra di calcio, il Real Modugno.

Per una realtà come quella modugnese, si trattava di un vero e proprio evento. L’attesa era palpabile tra i tifosi e all’interno della società ospitante, che per l’occasione aveva organizzato un’imponente campagna pubblicitaria con tanto di locandine già affisse sui muri della città e la promozione a tamburo battente sui vari social network, del resto il cambio di programma è stato ufficializzato a soli quattro giorni dalla data prevista. Molteplici anche le implicazioni organizzative legate alla trasferta che avrebbero dovuto affrontare le altre partecipanti: squadre campane e calabresi che, per esempio, avevano già depositato le caparre indispensabili per l’affitto dei pullman.

Il rinvio della manifestazione sportiva potrebbe non soltanto arrecare un evidente danno di immagine alla società di rugby e al Comune di Modugno, ma anche comportare sanzioni amministrative. Se la Federazione Italiana Rugby, come sembra sia effettivamente accaduto, applicasse le norme contemplate dal regolamento, la società delle Pantheress rischierebbe una multa di 800 euro. Meno probabile, invece, la penalizzazione in classifica, che punirebbe non tanto la società quanto le giocatrici che, oltre a non avere alcuna responsabilità riguardo l’accaduto, sul campo meritano di occupare il secondo posto in classifica.

Chiarita la posizione di chi non ha alcuna responsabilità, resta da attribuire la paternità di quello che Mirko Cellamare, presidente della squadra modugnese, ha definito un «disguido». Infatti il numero uno della società pugliese ha cercato di ridimensionare il caso, celandosi dietro il più classico dei no comment: «Non rilascio dichiarazioni per non passare dalla parte della ragione a quella del torto -ha affermato- e se sarà il caso mi esprimerò in seguito». «Non voglio parlare di quanto è successo, piuttosto mi interessa far sapere che la gara è solo rimandata, e si svolgerà il 16 febbraio». Il patron ha paragonato l’accaduto a «ciò che avviene di solito quando c’è un malinteso, cose che capitano».

Diversa la reazione di Francesco Taldone, assessore comunale allo Sport e alle Politiche giovanili. Inizialmente all’oscuro della vicenda, Taldone si è pronunciato dopo aver consultato l’istruttore amministrativo Licio Cavallo, addetto all’organizzazione degli eventi sportivi di Modugno. L’assessore ha assicurato la trasparenza del Comune, che avrebbe comunicato in anticipo a Cellamare le date nelle quali il campo era già prenotato, compresa quella del 26 gennaio. Dunque, ha concluso l’assessore, si sarebbe trattato di una «svista» del presidente suffragata dall’«ammissione dalla società di Cellamare», che si è attivata immediatamente per trovare una soluzione condivisa. Escludendo qualsiasi «responsabilità da parte dell’assessorato» da lui diretto, Taldone ha aggiunto che, in caso di sanzione amministrativa, «il Comune non si farà carico della multa poiché ha agito regolarmente».

Stando quindi alle dichiarazioni ufficiali, sembra scongiurata l’ipotesi –circolata nell’ambiente societario- che a prevalere sia stata la “ragion di Stato”, in questo caso declinata nella salvaguardia dell’evento più seguito (quello di calcio) a discapito di quello meno popolare (la Coppa di Italia di rugby femminile). Tuttavia, sicuramente qualcuno ha gestito nel peggiore dei modi la vicenda.

Il match, in data 26 gennaio 2014, era stato annunciato anche dal Comitato Regionale Puglia della Federazione Italiana Rugby sul proprio sito internet, si trattava quindi di un incontro ufficiale. Impensabile che non esistano documenti altrettanto ufficiali, timbrati e firmati, che attestino la prenotazione del terreno di gioco. Chiunque abbia commesso l’errore dovrebbe ammettere lo sbaglio.

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