L’entusiasmo in casa Fides è ormai al settimo cielo da diverse settimane. E a far brillare le tre stelle del leggendario club triggianese ci pensano giocatori, giocatrici, allenatori, dirigenti fuori e dentro il campo da gioco. Dopo aver conquistato il titolo maschile, il sestetto allenato da Giovanni Sblendorio ha inaugurato bene le fasi Play Off riaccendendo da subito il sogno della promozione in Serie C.

“ Vorrei dedicare questa vittoria al mio collega, nonchè mio ex-allenatore, Mario Ardito. Credo di poterlo fare a nome di tutti, anche dei nostri tifosi. Siamo davvero felici del suo ritorno sulla panchina. Ne abbiamo davvero bisogno!”.

Queste le parole del primo coach Sblendorio che ha accolto insieme al caloroso applauso del pubblico del Palasport, il rientro di Mario Ardito, secondo allenatore della squadra campione, rientrato da una lunga e delicatissima “messa a punto” al muscolo più vitale e romantico di tutti.

A dare il “bentornato” a mister Ardito, anche le ragazze di Fides con l’ennesima prestazione positiva che ha ribaltato il risultato dell’andata di 3-1 in favore di Gs Robur Asd Bitonto nel match del casalingo del 3 dicembre scorso. A stupire, più di tutte, la performance di Francesca Lippolis, martello, che nel secondo set ha stabilito il record stagionale di oltre 12 ace, congelando il terzo turno in battuta fino al 21° punto.

“Nonostante la posizione in classifica delle nostre avversarie, ora undicesime, ci aspettavamo un gara comunque ostile e da giocare tra le mura nemiche. La formazione bitontina possiede caratteristiche tecniche e di gioco molto simili alle nostre. Qualcosa, per fortuna, è andato storto nei reparti nevralgici di Gs Robur Asd Bitonto, specialmente in regia. Credo tuttavia che la mia squadra abbia giocato una partita del tutto diversa da quella del turno di andata, compromesso in più occasioni dagli infortuni. Anche l’arrivo di Deborah Biancofiore, il nuovo libero innestato a settembre, ha richiesto qualche tempo per reimpostare le retrovie. Oggi è perfettamente integrata nel gruppo. Il suo lavoro in difesa è decisivo”. Così Silvia Scannicchio, capitano del rivoluzionario sestetto rosa di Fides, ha commentato la nona vittoria stagionale che ha consolidato la sesta posizione in classifica a quota 27. “Da quando tutti gli infortuni sono stati recuperati – ha continuato l’opposta ventunenne di Triggiano – riusciamo a giocare finalmente la nostra pallavolo . Certamente la vittoria esterna sul campo di Orsa Capurso ha innalzato il nostro livello di consapevolezza e ha dato la svolta al turno di ritorno. In quella partita abbiamo visto allo specchio le nostre potenzialità. Da allora sono trascorse quasi sette settimane e non nascondo una certa sorpresa, e gioia naturalmente, per questa lunga scia di successi che oggi sta ridisegnando il nostro destino. Gli obiettivi stagionali non prevedevano “missioni” specifiche, ma adesso tenteremo ad ogni costo di accedere alle fasi Play Off. Mancano tre gare alla fine e ci toccherà vincere ogni partita. Con un pò di fortuna potrebbero bastare anche due sole vittorie, visti lo scontro finale contro la capolista Sportilia Volley Bisceglie e gli impegni poco facili di Orsa Capurso che inseguiamo a sei lunghezze di distanza in quinta posizione. Ma possiamo provarci. Ora abbiamo tutto quello che ci serve.  Sicurezza, affiatamento, unione…insomma ora siamo più squadra..più gruppo. Il clima nello spogliatoio, sul campo, è davvero sereno. Inoltre, il forte rinnovamento che sta investendo la nostra società con la nuova conduzione ci offre ulteriori stimoli per fare bene”.

Questa la ricetta tutta femminile di Fides, svelata da capitan Scannicchio, studentessa di Scienze Bio-Tecnologiche,  che il prossimo 18 marzo compirà 22 anni. Con i suoi 178 cm veste da oltre 10 anni la casacca di Fides, dopo aver lasciato il suo primo vero amore, la pallacanestro. A soli 16 già militava nella compagine triggianese di Serie C come seconda palleggiatrice.

“Giocavo nel ruolo di pivot nella Pink Bari. Nonostante la promettente convocazione alle selezioni regionali, lasciai il basket perchè non amavo il contatto e lo scontro fisico”.

(Comunicato Stampa)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here