Cos’è il Parkour? Si tratta di uno sport, nato in Francia agli inizi degli anni ’80, nel quale i traceurs, in italiano tracciatori, individuano un percorso immaginario, all’insegna dell’efficienza, cercando quindi di raggiungere, dal punto A, il punto B nel minor tempo possibile. Dal Parkour si differenzia il Free Run, che si contraddistingue per rotazioni del corpo oltre che per  movimenti spettacolari ma puramente d’esibizione.

La dimostrazione sportiva tenutasi in piazza Diaz dal gruppo X-Spot, verteva principalmente sull’Arte dello spostamento, una disciplina che nasce dalla commistione sia di Free Run che di Parkour e che secondo le parole del presidente dell’associazione Gionata Valerio, consiste nel «cambiare il movimento in base alla fantasia». Il numero uno della X-Spot ha voluto sottolineare come questo tipo di arte trasformi salti, corse in base all’ambiente, mettendo così in luce la coesione esistente fra l’atleta e il paesaggio circostante, un legame alla base del quale vi è una forma di rispetto che sfocia nella applicazione sociale del parkour.

Altra dimensione fondamentale per l’Arte dello spostamento è il gioco:

«Un muretto basta ad un traceur per giocare, per provare e sviluppare movimenti magari a lui nuovi – ha dichiarato Valerio – ecco perché la fantasia è fondamentale. Con un qualsiasi ostacolo urbano, si possono provare una marea di evoluzioni differenti, dando al proprio corpo la possibilità di fare movimenti sempre diversi».

«Ecco spiegato il motivo per cui – ha continuato Valerio – il parkour o l’Arte dello spostamento sono sport completi, perché viene utilizzato ogni singolo muscolo».

Chi può praticare questo tipo di sport di strada? «Chiunque, senza differenza di età o di sesso». Inutile dire che la reazione di quanti hanno assistito alla manifestazione sportiva è stata più che positiva, visto che i giudizi a riguardo passavano dall’«interessante» al «lo farò praticare a mio figlio».

 

Angelo Fischetti

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