Storie di ordinaria miseria, le strade di Bari sono sempre più popolate da disperati a cui la vita ha tolto tutto, anche un letto caldo in cui dormire la notte. Basta fare un giro dopo il calare del sole per rendersi conto di come stanno le cose.

Corso Italia, pieno centro. Gli addetti dell’Amiu ricevono l’ordine di andare a ripulire gli anfratti antistanti un noto cinema multisala. Lì, tra quelle rientranze, trova riparo, se così si può dire, l’ex gestore di un distributore di benzina, qualcuno ha segnalato la sua presenza.

“Non vedo mia figlia da un anno – racconta Max – mi vergogno a farmi vedere così”. Lui che aveva un lavoro e una casa è rimasto senza niente come molti altri della sua categoria: “Ho tanti colleghi nella stessa situazione, i tassisti si sono fatti valere, noi non siamo stati capaci. La figura del gestore non esiste più”.

Dormire sul marciapiede non è vita, col freddo che fa è ancora peggio, quando arrivano la Polizia Locale e gli addetti dell’Amiu, con lo spiacevole ordine di buttare via tutto, sfortuna vuole che Max non stia dormendo sotto le coperte; fosse stato così, l’esito dell’operazione sarebbe stato diverso.

Va meglio ai tre migranti di corso Benedetto Croce, qui una comunità di residenti li ha praticamente adottati, portano qualcosa da mangiare, cercano di fornire quel po’ di aiuto possibile. Anche grazie al loro intervento è stato possibile guadagnare tempo, quella mezza giornata per portare via almeno le coperte.

Gli ordini sono ordini, il personale non può certo disubbidire, ma anche gli addetti hanno un cuore, una coperta d’inverno fa la differenza tra sopravvivere o morire di freddo. Fino alla prossima volta, fino al prossimo intervento, perché tanto domani sarà la stessa cosa.

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