“Quando è scoppiato il primo lockdown ho perso il lavoro, ho commesso alcuni errori in famiglia e adesso mi ritrovo a vivere in un garage”.

Walter, cuoco barese, a 40 anni ha perso tutto in pochi mesi. Nonostante la crisi lo abbia travolto, è consapevole della situazione in cui si ritrova.

“Ho perso la testa, ho contattato il Csm (Centro salute mentale) per essere curato, non mi vergogno a dirlo – spiega -. Ho cercato lavoro, ho fatto tanti colloqui ma nessuno mi ha potuto garantire un posto nella ristorazione. Ma sono disposto a fare tutto. Non mi drogo, non bevo. Non ha senso rifugiarsi in quelle cose”.

“Mi vergogno, perché non ho nemmeno un euro per fare un regalo a mia figlia di due anni e mezzo per Natale – racconta con la voce rotta dal pianto -. L’ho vista di sfuggita l’8 dicembre, non posso avvicinarmi a mia moglie per un’ordinanza. Mi manca tanto. Farei di tutto per vederla”.

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