Un Lello come non si era mai visto fino a ora. L’ultima volta lo abbiamo cercato in lungo e in largo per Bari. Dopo l’allontanamento volontario dalla nuova comunità lo abbiamo trovato visibilmente “infastidito” dalle attenzioni e dalla solidarietà arrivata da ogni angolo d’Italia quando finalmente è uscito dalla casa degli orrori, dove ha vissuto per anni con la sorella Angela, in condizioni disumane senza luce tra feci, topi e sporcizia.

Il Lello che abbiamo ritrovato mentre aspettava di incontrare l’amministratore di sostegno di Angela, è invece inaspettatamente introspettivo, comunicativo, presente a se stesso, nonostante anche in questa giornata non sia mancata la solita razione di birra.

Con noi si è aperto, lasciandosi andare a confidenze, racconti della sua gioventù, aneddoti di vita passata, ci ha persino dato il suo nuovo numero di telefono, quello attivato quando ha avuto in dono un cellulare nuovo da un avvocato del nord Barese. Siamo andati con lui a prendere un caffè, ovviamente macchiato e col dolcificante in un bar del suo quartiere.

Il distacco dalla sorella pesa, più volte ha cercato di contattarla, se non addirittura raggiungerla. Lei, invece, prosegue il suo percorso di recupero e a breve vi mostreremo gli ulteriori passi in avanti compiuti dalla sorella. In un momento di particolare intensità, Lello si è lasciando andare a tutto il suo sentire: “Me la vado a prendere perché voglio sbaciucchiarla sulla guancia”.

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