Lo abbiamo cercato in lungo e in largo e alla fine lo abbiamo trovato sul marciapiede di fronte al centro diurno dove solitamente va prendere i pasti.

Lello era seduto sua una sdraio. Rosso in viso dormiva con la busta tra le gambe. Dentro c’era un brick di vino scadente, quasi vuota ormai. Nessuna sollecitazione agli stimoli, poi la solita strafottenza, quell’arroganza che più volte al giorno ti fa venire voglia di mandarlo al diavolo, soprattutto pensando a quanto stia bene sua sorella Angela.

Di fronte a lui una moltitudine di gente con una montagna di problemi, costretta a vivere di stenti e desiderosa di accettare aiuti. È un tema di discussione, unitamente alla scarsa sensibilità dei tempi burocratici.

Sembra una maledizione: più in fretta hai bisogno d’aiuto maggiore è la lentezza con cui lo ricevi. Tornando alla mattina, Lello è completamente fuori controllo, con la mente offuscata dall’alcol non accetta consigli, scappa e allora proviamo a proporgli una visita a casa, dove i lavori procedono speditamente.

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