L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia del coronavirus ha avuto e sta avendo conseguenze devastanti nella vita di tutti, ma c’è una categoria di persone che sta pagando un dazio ancora maggiore per via della sua particolare condizione. Parliamo dei non udenti, a cui l’adozione della mascherina protettiva sta togliendo anche la possibilità, essenziale, di leggere le labbra. Qualcuno, per ridurre la distanza creata dalla barriera, ha pensato di scriverlo a chiare lettere: “Sono sordo”.

Il problema, però, resta. Per questo sono state create le mascherine trasparenti, di cui oggettivamente se ne vedono davvero poche in giro. Così, Marilena Abbatepaolo, dirigente scolastica sorda, e Luca Rotondi, Presidente di Emergenza Sordi APS, hanno protocollato una istanza diretta tra gli altri al presidente del Consiglio, Conte, chiedendo che siano disponibili là dove viene fornito un servizio ai cittadini, siano essi luoghi pubblici o privati, un modo per ridurre le distanze e il disagio sociale senza dover per forza rinunciare alla protezione della salute propria e altrui. Ecco cosa hanno scritto.

Gentile Presidente del Consiglio, Onorevoli ministri, Sindaci e dottori tutti,
ci rivolgiamo a voi per mettere in risalto un problema che la comunità sorda italiana incontra e incontrerà nella vita quotidiana. Fra non molto si rientrerà nella “normalità” con l’obbligo di uso delle mascherine sia nei luoghi pubblici che privati, comportando un aumento dell’indice di disagio sociale, in quanto per noi rappresentano una considerevole barriera di comunicazione. Alla luce di quanto scritto sopra chiediamo una particolare attenzione ad una grossa difficoltà che può essere ovviata mediante un vostro intervento concreto ed incisivo affinché si proceda alla dotazione di mascherine trasparenti certificate, sia nei luoghi pubblici che privati, scuole incluse ed ovunque si fornisca un servizio all’utenza, che ci permettano di leggere le labbra. Chiediamo, inoltre, che questa scelta non sia affidata alla bontà del singolo, ma che sia fatta dall’Italia stessa e da voi, nostri Rappresentanti.

La situazione creata dal Coronavirus ha messo in evidenza diverse problematiche che vanno a colpire, in modo particolare, le persone sorde. Ci preme rimarcare che un sordo a prescindere dal fatto che conosca o meno la Lingua dei Segni Italiana (LIS), si avvale comunque ed in ogni caso del supporto della lettura labiale per poter interagire e comunicare. Tale lettura ora è ostacolata dalla presenza delle mascherine. Per tutti noi, ogni azione, ogni gesto, anche quello più semplice come andare a fare la spesa è diventato fonte di disagio e di stress. Ci troviamo a chiedere a chi ci sta di fronte di abbassare la mascherina per poter leggere le sue labbra (mettendo a repentaglio la salute di entrambi) o di scrivere quello ci vorrebbe comunicare.

Capite bene che tutto questo genera ansia. disagio e ci fa sentire ancora più diversi facendo emergere i nostri limiti in maniera prepotente. Questo fa male! Siamo riusciti a superare alcuni ostacoli con grande fatica e lavoro: ora questi però si pongono nuovamente davanti a noi con una prepotenza tale da farci provare il dolore costante del sentirci esclusi ed emarginati. Questa situazione viola certamente l’art. 3 della Costituzione italiana, mortificandoci sia come persone sia cittadini.

Siamo qui a scrivervi, un Dirigente scolastico sordo, Marilena Abbatepaolo, Dirigente Scolastico dell’IC ‘La Giustiniana’ a Roma, già assessore e consigliere comunale a Polignano a Mare, che ha raccolto le istanze anche di molti bambini e ragazzi sordi in grande difficoltà e che vive in prima persona questa situazione, e il Presidente dell’ Associazione di Promozione Sociale “Emergenza Sordi”, Luca Rotondi, sordo, biologo CBRN Advisor da sempre impegnato, insieme al suo staff di sordi altamente qualificati, in questa battaglia per l’inclusione in ambito emergenziale.

Ci teniamo a rimarcare che la mascherina trasparente è un accessorio il cui costo economico è irrilevante di fronte al notevole impatto psicologico positivo che si avrebbe nella società. Tutti noi, disabili e non, nessuno escluso ed in particolar modo i bambini, riusciremmo a vedere il sorriso dietro una barriera che inconsapevolmente ci allontana l’un dall’altro. Vi chiediamo di aiutarci a non perdere l’umanità che è racchiusa in un sorriso, di aiutarci a conservarla. I tempi sono difficili per tutti e ne siamo consapevoli, ma possiamo essere una comunità aperta e inclusiva, una comunità migliore dove nessuno è lasciato indietro. A questo proposito citiamo una bellissima e profonda frase di Robert Baden – Powell: “Il modo migliore per superare le difficoltà è attaccarle con un magnifico sorriso”.

A tal riguardo, ricordiamo l’esempio del Comune di Pietrasanta e del Sindaco Alberto Stefano Giovannetti, che ha distribuito questo tipo di mascherine. Chiediamo a tutti voi, ciascuno per il ruolo che riveste, di essere al nostro fianco, al fianco di tutti i sordi, adulti e bambini, giovani e anziani, ma anche al fianco di tutti i cittadini perché siamo certi che la via per superare la paura passa anche per il riconoscimento dell’altro, del suo sorriso, del suo volto.

Infine, vogliamo porre la vostra attenzione sull’ art. 11 della Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità, già ratificata con la Legge n. 18 del 2009, che riguarda le “Situazioni di rischio ed emergenze umanitarie” e rivendica il diritto della comunicazione inclusiva con le persone sorde nei vari ambiti (anche con l’uso delle mascherine).

Nel ringraziarvi per aver dedicato parte del vostro tempo e attenzione a questa nostra richiesta, ci auguriamo che queste parole, che riflettono il vero disagio psicologico e sociale che affrontiamo quotidianamente, siano colte nella loro interezza e costituiscano un punto di partenza per un progetto di inclusione ampio e condiviso da tutti.

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