Antonietta ha 28 anni, due figli e una separazione alle spalle. Paga 500 euro al mese di affitto in una casa mal messa al quartiere San Girolamo di Bari e ha ricevuto l’ultima bolletta dell’energia elettrica di 850 euro. Paga tutto col reddito di cittadinanza: 840 euro al mese, che smetterà di prendere a settembre.

“Per quanto mi riguarda è stato un fallimento – dice Antonietta -. Certo, senza sarebbe stato un disastro, ma ho creduto alle promesse che erano state fatte. Non sono mai stata chiamata da un navigator, da un’assistente sociale o da chiunque altro per andare a sostenere un colloquio di lavoro”.

Nessun assistenzialismo, era stato detto alla presentazione del reddito di cittadinanza, invece le storie come quelle di Antonietta sono tantissime. Tra i beneficiari ci sono anche tanti pregiudicati che continuano a delinquere, lavoratori in nero che continuano a lavorare in nero, anche loro senza mai essere stati chiamati per un colloquio di lavoro.

La storia di Antonietta è emblematica. Nonostante la discreta cifra (840 euro al mese), durante il periodo del covid è stata costretta a chiedere aiuto al Comune e ad alcune associazioni di volontariato per riuscire a far mangiare i propri figli. Senza una busta paga e quindi senza garanzie, nessuno le affitta una casa. Per tanto tempo ne ha cercata una più economica non potendo contare su un’emergenza abitativa ed essendo al seicentesimo posto nella graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare.

La casa dove sta in affitto Antonietta, piena di umidità e con gli impianti vecchi, le costa 500 euro al mese, almeno fino a quando potrà permettersi di pagarla e una cifra esagerata di bollette. Nemmeno un negozio paga l’energia elettrica come la giovane mamma. “Una situazione frustrante – spiega la donna – mi ritrovo al punto di partenza. Sono andata decine di volte al Centro per l’Impiego e mi hanno sempre detto che sarei stata chiamata. Un’attesa vana. Avessi trovato un lavoro sarebbe stato diverso”.

E allora proviamo noi a dare una mano ad Antonietta, nella speranza che qualcuno possa aiutarla in maniera concreta a venire fuori da questa situazione. “Sono disposta a tutto – spiega -. Ho fatto la badante a persone anziane, faccio pulizie, non mi tiro indietro davanti a niente, purché si tratti di un lavoro che mi permetta di recuperare la dignità che mi sembra di aver perso”.

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