Vincenzo Laforgia, 74 anni, viveva in condizioni disumane insieme ai due figli, con problemi psichici e di acol. Ne sa qualcosa il proprietario della vicina enoteca. L’anziano è morto sabato sera all’ospedale Di Venere, dov’era stato trasportato da un’ambulanza del 118. Lello e Angela, i due figli, hanno saputo del decesso la sera stessa dai Carabinieri, tornati a consegnare loro le chiavi e un orologio, gli unici effetti personali del papà.

Dopo il blitz di sabato pomeriggio, sono intervenuti dei Vigili del Fuoco senza i quali i soccorritori del 118 non sarebbero riusciti a entrare in casa, i due si sono barricati nell’appartamento di via Don Bosco, mettendo in contrasto un vecchio frigorifero. Nessuna notizia dalla domenica sera, quando un vicino li ha sentiti litigare veementemente. Non era la prima volta.

In tanti hanno provato a bussare alla porta, ma nessuno rispondeva. A quel punto è stato chiamato il 113 e sul posto è giunta la Polizia. Intorno alle 16 i poliziotti hanno aperto, rendendosi conto che fratello e sorella erano vivi. Il primo ad affacciarsi è stato Lello, poi è arrivata Angela, seguita da Charlie, un cagnolino in condizioni pietose come del resto pietoso era l’aspetto di tutta la casa.

Un odore nauseabondo ha invaso tutto l’androne del palazzo nel quartiere Libertà. I due erano confusi, ma sapevano di essere ormai soli al mondo. Da oltre un anno vivono senza corrente elettrica, in mezzo a escrementi, scarafaggi, topi e sporcizia. Una situazione che ha certamente aggravato le condizioni di salute del padre Vincenzo. Anche ieri sul posto si è creato il parapiglia e solo dopo una lunga trattativa, fratello e sorella si sono convinti ad uscire dall’abitazione per essere trasportati in ambulanza al pronto soccorso del Policlinico.

Un codice giallo per l’agitazione psicomotoria. Sono andati via in lacrime perché anche il cane è finito in una struttura sicura. In comunità andranno anche loro, in attesa che nell’abitazione possano essere ripristinati dignità e decoro dopo la relazione della Polizia Locale. In casa c’era anche una pericolosa bombola di gpl. I vicini tirano un sospiro di sollievo, con la speranza che le Istituzioni possano prendersi cura di Lello e Angela, in caso contrario destinati a tornare nel degrado.

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