Duecento euro per portare una paziente dalla Clinica Mater Dei a via Giustino Fortunato, distante 1 chilometro. È l’incredibile cifra chiesta dagli addetti di un’associazione di volontariato, di cui abbiamo già scritto, a una signora di circa 70 anni.

Tutto succede intorno agli ultimi giorni del 2019, la signora sta male, viene chiamato il 118 che la portata in ospedale. La donna normalmente cammina, non è allettata come si dice, solo che ha bisogno di aiuto per salire e scendere le rampe di scale.

Così, una volta dimessa dal pronto soccorso nel cuore della notte, si pone il problema di dover tornare a casa. E qui entrano in gioco i volontari. Ci pensano loro, sono lì per quello, certo però c’è il problema dell’aspetto economico da affrontare.

In teoria si dovrebbe trattare di una donazione volontaria, in pratica c’è da mettere in conto 15 euro per ogni piano, a cui va aggiunto il fatto che la paziente deve essere portata su con la sedia, non la barella per fortuna.

“Sono 200 euro senza ricevuta”. Una cifra che non sta né in cielo né in terra, tutta a nero per giunta. Purtroppo, in questi casi, la necessità vince sempre su tutto. Alla fine i volontari si accontentano della metà, ma resta sempre una “donazione” spropositata e niente affatto volontaria.

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