“Mettetevi una mano sulla coscienza, mia suocera sta morendo accontentatevi di 150 euro”. Solo così il genero di una 67enne è riuscito ad avere uno sconto sul trasporto in ambulanza il giorno di Natale. L’equipaggio dell’ambulanza, infatti, avevano chiesto 200 euro per accompagnare la donna dal pronto soccorso dell’ospedale San Paolo alla sua abitazione.

I medici avevano informato i familiari che la loro congiunta sarebbe morta di lì a poco. Si trattava di percorrere una distanza – calcolata su google maps – compresa tra 1,4 e 1,7 chilometri. La donna abitava nella vicina via Pordenone, alla Zona Cecilia di Modugno.

La 67enne era stata accompagnata dal 118 in ospedale intorno alle 6.30 del mattino. La visita, però, era stata impietosa. I familiari hanno chiamato l’ambulanza dell’associazione di volontariato, i cui biglietti da visita erano sparsi in tutto il pronto soccorso. Intorno alle 10 del giorno di Natale, i volontari si sono palesati e hanno provveduto al trasporto, mentre altre associazioni avevano detto espressamente di non poter intervenire.

Dopo aver sistemato la donna sul letto, usciti dall’appartamento, hanno chiesto al genero 200 euro. A quel punto la supplica e lo sconto, ricevuto non prima di aver avvisato qualcuno al telefono. “Seppure sono rimasto indignato dalla richiesta – spiega il genero della donna scomparsa – non era il momento opportuno per fare polemica. Il fatto che si approfitti di questi momenti di debolezza è ciò che più lascia basiti”.

Era il giorno di Natale anche per i volontari – senza offendere chi realmente dedica il proprio tempo agli altri -, ma non c’è nessuna legge che obblighi a rispondere alla richiesta d’aiuto nel caso non ce se sia la possibilità, a meno che non son si vogliano fare soldi. “Per la nostra famiglia è stato un Natale drammatico – dice l’uomo – e questo episodio non ha fatto altro che accrescere l’amarezza che porteremo dentro i nostri cuori per tutta la vita”.

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