Alla porta non ci si può neppure avvicinare. La puzza ti toglie il fiato e in alcune giornate la senti dall’ingresso del palazzo, al numero 15 di via don Bosco. Siamo al quartiere Libertà di Bari, a due passi dalla chiesa del Redentore.

In un’abitazione al piano terra vivono Vincenzo, disabile, insieme a due figli con evidenti problemi, Lello e Angela. Bussiamo, perché hanno staccato l’energia elettrica. Sono in casa, li vediamo passare attraverso il buco in cui un tempo c’era lo spioncino, ma non risponde nessuno.

All’inizio di quest’estate, però, qualcuno è riuscito a introdursi nell’abitazione e a girare un video. le immagini sono raccapriccianti e testimoniano lo stato di degrado in cui vive la famiglia. Tutto è precipitato nove anni fa, quando è morta la moglie di Vincenzo. Era lei che accudiva i suoi cari e teneva in ordine la casa.

Polvere, terra, feci, indumenti accatastati, piatti lerci, immondizia. Il pavimento è un ricordo. Poche settimane fa Lello è stato visto uscire di casa con un topo morto tra le mani. I ratti non mancano, così come in quella casa sono abbondanti scarafaggi e altri insetti. La cosa peggiore è che tutte le istituzioni sono state man mano informate delle condizioni bestiali di quella famiglia.

Lo sanno i servizi sociali, ne è a conoscenza l’Ufficio igiene. È stata interpellata la Polizia Locale, ma anche le Forze dell’Ordine. Recentemente sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco a causa di una fuga di gas dalle bombole, messe in sicurezza.

La situazione è esplosiva. I residenti da un lato sono esasperati, dall’altro preoccupati per i tre inquilini, che spesso si ubriacano e urlano. Il sospetto che hanno in tanti, sentendo gridare la donna di casa, è che possa essere vittima di abusi. Insomma, c’è da intervenire senza perdere altro tempo.

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