Due sere fa Maria con i suoi tre figli piccoli tenta l’occupazione abusiva di una casa popolare al quartiere San Paolo di Bari. Siamo al terzo piano del palazzo al civico 8, in via Miglionico. Il tentativo fallisce, così la donna ci riprova il pomeriggio successivo.

I rumori allertano gli inquilini e sul posto insieme a Polizia e Municipale, arriva un figlio dell’assegnataria dell’alloggio con sua moglie. Non mancano momenti di tensione. La casa, infatti, pur essendo l’anziana morta più di un anno fa è ammobiliata, all’interno ci sono ancora anche i suoi effetti personali. Le donne si affrontano, volano parole grosse.

I figli dell’assegnataria deceduta stavano tentando di riscattare l’immobile, ma nessuno di loro al momento della tragica scomparsa era a carico della defunta. In poche parole nessuno aveva riconsegnato all’Arca le chiavi dell’immobile. A Maria, dunque, con tre figli piccoli, uno dei quali invalido, decide di occupare. Nel locale commerciale in cui vive al quartiere San Pio non ci vuole più stare. È inadeguato a suo dire.

Da tempo la donna sta provando ad avere una sistemazione in emergenza abitativa, ma tutti i tentativi sono finora falliti. La storia è il classico paradosso all’italiana. Lunedì i familiari dell’ex assegnataria, morta più di un anno fa, aspettano di sapere dalla ditta di traslochi quando la casa potrà essere liberata. Nel frattempo, però, Maria non molla. “Non mi muovo da qua – dice – mi prenderò quella casa a tutti i costi, ormai non ce la faccio più e tutti sanno della mia situazione”.

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