Il disastro successo a Corinaldo non può lasciare indifferenti. In tanti hanno commentato il dramma della discoteca Lanterna Azzurra. In tanti hanno dato più spessore alla tipologia di concerto, piuttosto che alla scarsa sicurezza del locale o al ragazzino che ha spruzzato lo spray urticante.

Ad ogni concerto, piccolo o grande che sia, discoteche, palazzetti e stadi sono pieni fino a l’orlo, spesso con il solo obiettivo di incassare più soldi in barba alla sicurezza. Con i miei occhi, anche negli stadi più grandi d’Italia, ho visto gli addetti alla sicurezza impegnati alacremente nel togliere i tappi dalle bottiglie, un po’ meno al resto degli aspetti che possono provocare tragedie come quella che ha indignato l’Italia.

Ho letto sui social, Facebook e Instagram nello specifico, frasi offensive contro Sfera Ebbasta. Se questi ragazzi fossero morti durante un concerto dei Pooh o di Vasco Rossi, o di qualche altro cantante, si sarebbero scritte le stesse frasi? Perché giudicare i contenuti del testo delle canzoni? Anche se non parliamo di un poeta come De Gregori, non credo sia giusto puntare il dito contro il cantante.

Anche se i testi sono di dubbio gusto – ma potremmo aprire un lungo dibattito su questo e su quanto un ragazzino idolatri qualcuno che dimentica l’anno dopo – non ritengo neppure giusto demonizzare i genitori che hanno permesso ai propri figli di andare al concerto. Coi se e coi ma non si è mai educato nessuno. Alzi la mano chi non ha mai sentito da adolescente una canzone dei Led Zeppelin, dei Beatles o di Zucchero, tutti cantanti accusati di inneggiare al satanismo.

Come si può pensare di scrivere “morti per andare a sentire un cantante di merda”, “morire per il nulla”, “cosa ci facevano i genitori ad accompagnare i figli a ascoltare questo schifo?”. Che colpa ha Sfera Ebbasta se il locale non è riuscito a contenere la folla di ragazzini urlanti? Che colpa ha il cantante trap se un ragazzino ha voluto fare il “simpatico” spruzzando spray urticante tra la folla.

Solo qualche settimana fa sono andata al concerto di un cantante di nicchia nel Barese. Un artista per lo più conosciuto dai giovani che si avvicinano al mondo dell’indie italiano. Intorno a me avevo adolescenti in trepida attesa, ma anche genitori che grazie ai loro figli si sono appassionati al genere e, assieme alle figlie, cantavano a squarciagola. Eravamo tantissimi, uno attaccato all’altro. Era difficile persino respirare per quanta gente c’era all’interno della discoteca. Non so se siano state rispettate tutte le regole sulla sicurezza o se avessero tutte le licenze apposto, ma ho visto con i miei occhi buttafuori e agenti in borghese controllare tutti gli zaini, cercando in tutti i modi di contenere la folla che cantava le canzoni ancora prima che iniziasse il concerto.

Non so se questo sia stato fatto a Corinaldo, ma come può essere che un ragazzino abbia potuto portare una bomboletta di spray urticante al’interno della discoteca? Purtroppo non è la prima volta e posso scommettere non sarà neppure l’ultima. Che c’entra Sfera Ebbasta, che nel 2017 ha pure interrotto un concerto dopo che un altro “campione” aveva dato saggio della sua intelligenza spruzzando spray al peperoncino? I gusti sono personali e sono per questo soggettivi. La stupidaggine no, quella purtroppo è universale.

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