Ci lasciamo alle 16.20, ma pochi minuti dopo l’imprenditore chiama e si scusa per aver dimenticato un particolare: “C’è anche l’antifurto”. Sorrido e gli prometto di riferirlo a Morris e Gaia.

Nel cortile della casa popolare in via Glomerelli, dove dopo tanto penare vive la famiglia Del Basso, l’imprenditore salentino aveva da poco consegnato personalmente il treruote. Un gesto d’amore, che ha voluto non pubblicizzare facendo il suo nome o quello della sua azienda.

C’è tutto su quel treruote: il portapacchi, le attrezzature per il banco, secchio, scopa, paletta, telone, ombrellone, stereo, altoparlante e poi il pieno di benzina e di olio, con altri due chili di riserva. Assicurazione pagata per un anno e due buste contenenti del denaro. La prima coi soldi per il primo carico di frutta e verdura. L’altra, quella che fa scattare la commozione, è destinata alla pizza e al cinema per i cinque figli di Morris.

“Sono rimasto colpito dalla vostra storia raccontata da bari.ilquotidianoitaliano.com – dice l’imprenditore alla famiglia Del Basso – ma vi devo ringraziare anch’io per la lezione che avete dato a chiunque. Non dobbiamo mai dimenticare le nostre origini. Vi auguro di arrivare almeno dove sono arrivato io”. Un gesto disinteressato nei confronti del quale Morris e Gaia non sono rimasti indifferenti. “È un angelo – dice commossa Gaia – al quale saremo sempre grati per averci consentito di essere autonomi e guardare al futuro con una ritrovata serenità”.

All’imprenditore va anche il nostro ringraziamento. Continueremo a raccontare le storie degli ultimi, di chi credei di non avere vie d’uscita. Perché non si può smettere di sperare senza averle provate tutte.