Il 22 gennaio scorso, dopo un tentativo lungo 30 anni, all’ospedale San Paolo di Bari è stato inaugurato il bar, la cui gestione è affidata alla Ladisa ristorazione. Il direttore generale della Asl di Bari, conscio delle minacce ricevute dall’impresa alla vigilia dell’apertura, si era detto convinto di aver in quel modo debellato abusivismo e illegalità.

Una ventina di giorni dopo il taglio del nastro, la famiglia Ladisa ha fatto in modo che la promessa di Vito Montanaro non fosse quella di un qualunque marinaio. Nei reparti e per i corridoi del nosocomio barese non gli abusivi in giro coi carrelli del supermercato pieni di cibo e bevande in vendita sono spariti.

In tanti si sono chiesti come si fosse arrivati ad un simile risultato e se l’apertura del bar potesse essere bastata a risolvere la questione. Tre di quegli abusivi, su segnalazione del parroco del parroco del quartiere, hanno trovato dignità nel lavoro proprio alle dipendenze dell’azienda Ladisa. I tre sono stati inseriti nel settore pulimento, con un contratto a tempo indeterminato.

Si tratta di un lavoro stabile, non legato al periodo di gestione del bar al San Paolo, dove in ogni caso sono state assunte altre sette dipendenti. “Dare un’opportunità alla gente, una speranza – spiega l’amministratore Vito Ladisa – è il vero capitale umano di un’azienda”.

 

 

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