Adelfia, centro storico, siamo a casa di Felicia e Leonardo. Lui, il capofamiglia, è iscritto al Red, il reddito di dignità della Regione Puglia, 600 euro ogni due mesi che si percepiscono per il bimestre precedente. A marzo, i soldi che aspettavano per gennaio e febbraio non sono arrivati: “Chiamo continuamene in Regione, ho un numero diretto – ci ha detto Leonardo – ma non risponde mai nessuno. Si sente che qualcuno alza la cornetta e poi mette giù, risulta occupato”.

“Nel 2004 ho comprato la casa stipulando un mutuo, 2008 sono stato licenziato e da allora non ho più potuto pagare. Ora casa nostra è all’asta, la quinta, il valore è sceso a 46mila euro e a luglio scenderà ancora del 25%. Se qualcuno la compra non so dove andremo”.

Leonardo ha 53 anni, un’invalidità civile riconosciuta, ma lui si sente ancora in forze e tornerebbe volentieri a fare il suo lavoro di muratore. Per un po’ il Comune li ha potuti aiutare con il servizio civile, il periodo è però ormai finito e adesso anche quel sostegno è venuto meno.

I 280 euro della pensione di invalidità se ne vanno per le bollette; quando possono, i due giovani figli danno una mano. “Quando mi chiamano – racconta Felicia – vado in casa della gente per le pulizie, un paio d’ore per 6 euro all’ora. Con 12 euro purtroppo non fai niente, puoi giusto comprare il pane e il latte”.

Domenica scorsa, in occasione delle Palme, Felicia e Leonardo hanno passato uno dei momenti più drammatici, in casa non c’era assolutamente niente da mangiare, hanno anche litigato per questo. Vivere in queste condizioni, giorno per giorno, senza sapere che ne sarà del domani, non è facile: “Ho la depressione – ha aggiunto Leonardo – ma vorrei tanto lavorare”.

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