La burundanga è una bufala. Non esiste alcun brigadiere della Finanza dal nome Raffaele Rizzo a Reggio Emilio, ma neppure nessun altro che metta in guardia dalla presunta droga. Torna prepotente una delle più classiche bufale della rete, partita qualche anno fa come catena via mail, poi diventato post su Facebook, adesso messaggio su whatsapp.

La lettera farlocca avvisa di fare appunto attenzione alla burunganga. La sola esposizione alla nuova droga metterebbe tutti a rischio di essere storditi, derubati o aggrediti fa eventuali malintenzionati. Il messaggio, ormai presente su centinaia di migliaia di telefoni cellulari, con una marea di inoltri e preoccupate condivisioni, parla di una signora ferma in una stazione di servizio.

La donna, dice l’inesistente brigadiere, avrebbe accettato il biglietto da visita da un uomo, ma poco dopo aver ripresa la marcia avrebbe notato di essere seguita da un’auto. Il biglietto da visita sarebbe stato contaminato dalla burundanga e questo le avrebbe portato uno stato confusionale. Solo la provvidenziale sosta in un’altra stazione di servizio avrebbe evitato il peggio, grazie all’intervento di altre persone.

L’unico effetto possibile con l’inoltro del messaggio può essere una imprecazione. In ogni caso non prendete caramelle e biglietti dagli sconosciuti.

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