L’area esterna alla casa occupata abusivamente per otto anni e mezzo viene divorata dalle fiamme, ma insieme a ciò che sta sotto alle erbacce il fuoco tira fuori una storia assurda. Ignoranza, razzismo e degrado umano.

Giorgio ringrazia il maresciallo dei Carabinieri che in quell’inferno gli ha salvato la vita, ma rifiuta qualsiasi forma d’aiuto. Gli assistenti sociali hanno tentato di tirarli fuori da quel porcile, ma piuttosto che stare in mezzo ad altri disperati, soprattutto di colore, Giorgio e Agnese preferiscono morire.

Sono italo polacchi, Giorgio è un pittore. Agnese, invece, fa la domestica, quando riesce a stare in piedi. Nell’incendio del 24 luglio hanno perso un cane, la loro ragione di vita. Lo hanno sostituito con un altro cane, che fa compagnia a loro e ad altri nove gatti.

Siamo in strada Scizze, nel quartiere di Torre a Mare. La villa era di proprietà del Comune di Capurso, che l’ha venduta all’asta. Se l’è comprata un medico di Triggiano. A settembre Giorgio e Agnese dovranno lasciare quel porcilaio, ma di andare in un dormitorio, la soluzione individuata dalle istituzioni, non ne vogliono proprio sapere. La situazione è drammatica. Giorgio, che è stato condannato per allaccio abusivo alla rete elettrica, cerca di vendere il suo ultimo quadro: un ritratto di Padre Pio.

Si tratta di una storia di degrado e intolleranza come non ne abbiamo mai viste finora. Giorgio e Agnese vanno aiutati. Su questo non ci sono dubbi. Speriamo di vederli presto in un posto più dignitoso e non in un cimitero.

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