Il diavolo fa le pentole, ma qualche volta dimentica di fare i coperchi. Succede a Palo del Colle, dove da quando ha aperto i battenti, al nuovo distretto socio sanitario condiviso con Bitonto la fisioterapia non è mai partita. La palestra è utilizzata come deposito. Bagni e spogliatori sono chiusi a chiave.

Ciò che non manca sono i segni del tempo: umidità al controsoffitto, erbacce e calcinacci all’esterno. Insomma, in tanti si chiedono che senso abbia avuto spendere una cifra complessiva di un milione e 700mila euro per realizzare una mezza cattedrale nel deserto. Mezza perché la parte superiore, quella con gli ambulatori funziona, mentre va a scartamento ridotto tutto il resto.

Sedie arrivate di seconda mano dalla sede di Bitonto, per la quale si è pagato a lungo un affitto, qualche scrivania. Non è arrivato molto di più, soprattutto per quanto riguarda le attrezzature mediche, per la cui fornitura ai tempi dell’allora sindaco di Palo Luigi Viola, con un intervento bipartisan e l’interessamento dei vertici regionali dei DS e Forza Italia, si riuscì a trovare altri 300mila euro.

Dagli operatori scopriamo che, per esempio, l’oculista non ha tutto il necessario per compiere al meglio il suo lavoro, men che meno visite specialisitiche sui bambini. Neppure le listarelle di plastica o di legno per evitare che le sedie danneggino i muri sono mai state comprate. Siamo andati sul posto con l’ingegner Antonio Amendolara, consigliere comunale di Forza Italia. “Avendo speso un sacco di soldi, anche dei cittadini di Palo del Colle – tuona Amendolara – che almeno si dia ai palesi la possibilità di effettuare qui la fisioterapia. In questo modo è francamente un insopportabile sperpero di denaro pubblico. Invito il Sindaco a mantenere il suo impegno a risolvere la questione”.

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