C’è chi per linea editoriale non dà voce alla povera gente, perché se ne aiuti uno poi devi aiutarli tutti. È vero, non è facile stare dietro a tutti i bisogni di chiunque esponga le proprie necessità. Casa, lavoro, assistenza, figli contesi, abusi. Abbiamo stretto tante mani tese, qualche volta riuscendo a stravolgere l’esistenza compromessa di uomini e donne disperati, senza temere di inimicarci questo o quel potentato.

La vità, però, è una ruota che non smette mai di girare. Adesso siamo noi de ilquotidianoitaliano.it che vi tendiamo la mano: un aiuto concreto per l’amica e collega giornalista Fortunata Dell’Orzo. Il direttore della pagina nazionale. Fortunata ha scelto di parlarvi dal suo letto di ospedale, poche settimane dopo essere stata sottoposta a due lunghissimi interventi chirurgici imprevisti.

Sì, perché Fortunata era andata in ospedale per un intervento di routine, poi si è trovata a combattere con un “mostro”, uno dei più infami. Il colpo è stato durissimo, ha rischiato di finire in rianimazione perché sembrava non riuscisse a svegliarsi dall’anestesia. Il male ha bloccato la sua vita e quella della sua famiglia. Per rimettersi in sesto, con l’aiuto di Dio, ha bisogno di cure e dell’assistenza in un centro specialistico. Il suo, come quello di ciascuno di noi – al netto delle eccezioni – è un lavoro normale, con una paga modesta, troppo per bastare a sopportare da sola questo peso.

A Bari la conoscono in tanti, non è mai passata inosservata. Penna pungente, spesso provocante, a volte eccessiva, almeno quanto il suo slancio verso i più umili e bisognosi, ai quali ha dato voce centinaia di volte. Una vita di pace e accoglienza. Si sposata con un uomo di colore, che ancora le sta accanto giorno e notte, ai tempi in cui quel tipo di matrimonio era considerato un “delitto”. Nel suo appello c’è il senso estremo della fragilità e dignità della vita, anche in un momento di difficoltà come questo, il più tremendo che un uomo possa affrontare.

Lasciamo a lei la parola, ricondandovi che l’iban, per contribuire anche con un gesto piccolissimo è: IT 28F0542404010000001059147, intestato a Fortunata Dell’Orzo.

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8 COMMENTI

  1. Ditelo a chi pensa alla notte bianca e si lamenta anche della data in un momento come questo dove la gente non ha nemmeno il pane per mangiare. Figuriamoci se ha i soldi per curarsi (o meglio cercare di farlo) con la poca assistenza erogata a disposizione. Sono nauseata e schifata e non solo di chemio. Suggerite a quelle persone di farsi un giro all’Oncologico di Bari e di vergognarsi tanto ma tanto della fortuna che hanno di non soffrire di non far soffrire i propri familiari che, forse, sono più malati dei malati stessi. Sono molto vicina alla giornalista Fortunata Dell’Orzo e spero sinceramente che qualcuno l’aiuti…

  2. Un saluto a Fortunata e un abbraccio..
    .anche questi sono momenti importanti!!!
    Nico Lucia e Luca

  3. Non condivido minimamente, anche mia madre ha avuto il cancro, e come lei mia zia che ha l’asbestosi, da cui non si può guarire e come mia madre è disoccupata e non hanno mai chiesto nulla a nessuno, con tante difficoltà. Tanta gente è in condizioni peggiori. Che rabbia sentire le parole di questa donna che chiede soldi con l’ IBAN Bancario sotto la fotografia. E’ una vergogna !
    “Per rimettersi in sesto, con l’aiuto di Dio, ha bisogno di cure e dell’assistenza in un centro specialistico. Il suo, come quello di ciascuno di noi – al netto delle eccezioni – è un lavoro normale, con una paga modesta, troppo per bastare a sopportare da sola questo peso.” Ci sono sempre persone di serie A e serie B, evidentemente, quelle che mi circondano da vicino, sono tutte di serie B.

  4. Tanto ci siamo permessi di chiedere aiuto per Fortunata perché per noi le persone sono tutte di serie A. Se ci leggessi più spesso lo avresti notato. È difficile dare una mano a tutti, ma ci sforziamo. Non ci vergognamo dell’appello. Mia suocera è morta malamente senza l’aiuto di nessuno. Tanta povera gente muore in solitudine, lottando. Qualcuno riesce a trovare una strada. Non ha colpe per questo. Ogni tanto succede un piccolo miracolo. Di sicuro nel caso avanzassero soldi rispetto alle esigenze saranno reimpiegati per aiutare altra gente.

  5. mi dispiace moltissimo. scusatemi l’ingenuita’ della domanda: ma perche’ bisogna pagare le cure? non sono gratis in italia? l’NHS dovrebbe coprire le spese. comunque spero ce la faccia. coraggio fortunata!

  6. Non conosco personalmente Fortunata, ma la seguo da diverso tempo, ammiro il suo coraggio di giornalista e la sua tempra di donna, pur non concordando sempre con i suoi punti di vista (ma questo è il bello del confronto costruttivo!). Sono rimasta basita alla notizia della sua malattia. Qualcosa avevo intuito, ma non potevo immaginarne la gravità. A chi trova vergognosa la sua richiesta di sostegno economico, rispondo così: penso che nessuno dovrebbe essere lasciato da solo ad affrontare una malattia, specie se il cammino si prefigura difficile, e non trovo ci sia qualcosa di vergognoso nel chiedere aiuto. Siamo circondati da gente superficiale, è vero, in giro non vediamo che ingiustizie e disonestà ma, per contro, ci sono anche persone altruiste, disposte a sacrificare una parte – seppure piccola – di ciò che hanno per aiutare gli altri.
    Auguro di cuore a Fortunata di rimettersi in fretta e di vincere la sua battaglia per la vita.
    E a quanti stanno affrontando un cammino arduo e doloroso come il suo, dico di non mollare e di non restare da soli: il coraggio, spesso, si trova anche in un abbraccio o nel sostegno e nei gesti affettuosi di gente sconosciuta.

  7. QUI’ CI PERDIAMO IN CHIACCHIERE, E LE CHIACCHIERE NON PORTANO DA NESSUNA PARTE, C’E’ DA AIUTARE UNA PERSONA, CHI PUO’ DARE QUALCOSA LA DIA, ALTRIMENTI TACCIA!. LA VITA E’ UNA RUOTA.

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