Trentadue anni e un unico scopo nella vita: trovare una ragione per non ammazzarsi ogni sacrosanto giorno che passa se non riesci neppure a portare un pezzo di pane a casa, se la Caritas e chi ti vuole bene davvero non ti aiutasse. La storia di Morris, sua moglie 26enne e i loro quattro figli, col quinto in arrivo, è di quelle che ti prende allo stomaco. Non puoi restare indifferente e allora ti chiedi come si possa arrivare fino a questo punto.

Alcuni giorni fa li avevamo intercettati nella sede dell’assessorato al Patrimonio del Comune di Bari. Chiedevano di essere ricevuti dopo decine e decine di richieste inevase. Così come abbiamo fatto per Francesca, Michele e tanti altri uomini e donne convinti di non avere più nemmeno la dignità da barattare in cambio di un lavoro, cure decenti o una casa per i propri figli, vogliamo fare con Morris e la sua famiglia.

Nella prima “puntata” vi abbiamo raccontato la disperazione e di un padre e una madre sull’orlo costante di una crisi di nervi. Oggi proviamo a farvi vivere insieme a Morris la sua sveglia quotidiana alle 4, anche quando la febbre di Santiago, il figlio più piccolo, lo ha tenuto sveglio fino alle 3. Vi parleremo dell’alba al mercato generale di Bari con pochi spiccioli nella tasca, il minimo per riuscire a comprare “pochi articoli” da vendere su una bancarella abusiva al mercato coperto di piazza Sant’Antonio, sotto l’autosilo.

Cetrioli, fave, cavoli, broccoli e duecento carciofi presi solo grazie all’ennesimo “pagherò”. I controlli? Non immaginate neppure quante multe abbia preso Morris. Deve 21mila euro a Equitalia, ma soprattutto deve una vita decente ai suoi figli. Lui, che si è preso cura come fosse suo del primo figlio della donna incontrata “per colpa” di una telefonata sbagliata. La stessa donna che di figli gliene ha dati altri tre e che adesso è quasi all’ottavo mese di gravidanza. Lui, dicevamo, adesso è solo un numero in una graduatoria. Fuma Morris, l’unico svago. Nessun problema con la giustizia e una dannata voglia di lavorare, spaccare il mondo, anche quando in testa gli viene in mente di farla finita. Poi pensa a loro, ai suoi figli, che fa mangiare alla mensa scolastica per risparmiare soldi. Morris, che quando per comprare frutta e verdura al mercato generale spede 28 euro e ne incassa solo 29 di euro, si domanda se è meglio tornarsene a casa con un chilo di pane o di farina. Voi come fareste?

Morris, 32 anni e una vita vissuta alla giornata, senza mai essere riuscito a portare una sola volta la sua famiglia al cinema. L’ultima volta in pizzeria otto mesi fa. E grazie al cielo le bollette le paga suo padre Gianni, 64 anni e il cuore malato. Vivono in nove, insieme a un cane, in un piccolo appartamento al quartiere Carrassi. Non cerca la luna, un lavoro per lui o un tetto dignitoso per i suoi figli, che grazie a Dio possono contare sull’esempio di Morris, uno che a 32 anni è stato relegato ai margini della vita e che si arrangia come può ma non ha mai pensato di delinquere. Quella sì, che non è vita.

Il racconto di Morris e della sua famiglia continuerà. Intanto, se qualcuno avesse la possibilità di aiutare questa famiglia può contattarci all’indirizzo [email protected]