Bagno si, bagno no. Il solito dilemma dei baresi quando piove. Stamattina, alle 10.30, è stato rimosso il divieto di balneazione a seguito delle abbondanti piogge dei giorni scorsi e del consueto sversamento di liquami in mare a Pane&Pomodoro dalla condotta Matteotti. Inutile dirlo, la spiaggia si è subito affollata, nonostante le carcasse e i topi vivi fotografati nei giorni scorsi in riva al mare. Preoccupati per la salute di tutti, abbiamo voluto saperne di più sentendo il professor Michele Lomuto, dermatologo esperto con oltre 40 anni di professione alle spalle.

Dottore, anche questa volta a “Pane e Pomodoro” la spiaggia ed il mare sono stati invasi da liquami di fogna ed ogni specie di rifiuti per l’apertura delle paratie, l’acqua è diventata marrone. Ritiene che vi sia pericolo per la salute pubblica?
«Dal punto di vista igienico non è certo il meglio avere blatte e topi morti o vivi sulla spiaggia, ma il rischio maggiore lo si corre in mare. Nuotando, avviene spesso di ingerire acqua e se questa è inquinata si possono avere conseguenze quali tifo, paratifo, salmonellosi, epatite A, ecc. Parliamo di agenti patogeni che agiscono per ingestione diretta, per cui possono colpire i soggetti
che si sono immersi ma sempre come singoli e non con una diffusione epidemica. Quindi bene il divieto di balneazione, ma questo va rispettato e chi si immerge ugualmente lo fa a proprio rischio e pericolo (da non sottovalutare, poiché le conseguenze possono essere anche gravi). Dal punto di vista dermatologico, possono insorgere dermatiti irritative con arrossamenti della pelle e prurito».

Sul bagnasciuga vi è finito di tutto, compresi topi morti e vivi, l’Amiu provvede a smuovere la sabbia con i cingolati, ma è sufficiente? È possibile che insorgano epidemie?
«Per quanto attiene alla battigia le immondizie accumulate di per sé non sembrano presentare grandi problemi, tanto più che i normali processi di ossigenazione ed ozonizzazione tendono a sterilizzarle pur permanendo il cattivo odore dovuto alla putrefazione. Esse, tuttavia, attirano ratti e blatte soprattutto, ma anche zanzare ed altri artropodi che mediante la puntura praticata nella pelle per succhiare il sangue possono provocare varie malattie. E’ soprattutto per questo che si impone la loro rapida rimozione. Per la propria sicurezza personale è sufficiente starne ad una certa distanza».

«La sabbia -prosegue il professor Lomuto- potrebbe essere inquinata dalla Leptospira eventualmente presente nell’urina dei topi, per questo è importante e sufficiente stendersi su una stuoia o un asciugamano per salvaguardarsene. A proposito dei topi, non è di quelli morti che bisogna aver paura, ma piuttosto di quelli vivi che attraverso il morso, per esempio mentre ci si addormenta al sole, sono in grado di trasmettere malattie come la febbre da morso di ratto dovuta allo stretobacillus moniliformis (più sensibili i bambini al di sotto dei 12 anni), la febbre spirillare da morso di ratto, la rabbia (notoriamente più frequente per il morso del cane), ecc. Da quanto detto appare evidente la sostanziale insussistenza del pericolo di epidemie».

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