foto di repertorio

Il contestato bando per l’affidamento del servizio di ristorazione nelle strutture ospedaliere e sanitarie pugliesi vede oggi in Consiglio regionale l’approvazione a maggioranza di una mozione con cui si impegna il presidente e la Giunta regionale ad applicare la clausola sociale nella gara telematica, garantendo l’armonizzazione prevista dal capitolato d’appalto. Quanto questo atto possa realmente influire, è tutto da verificare; poiché lo stesso assessore alla Salute Rocco Palese ha già ammesso nelle scorse settimane che la Giunta non ha competenza per revocare l’appalto di una gara né può condizionarla in una fase successiva con una clausola sociale. Pertanto, mentre i firmatari della mozione si dichiarano soddisfatti del risultato odierno, dall’opposizione c’è chi accusa di “offesa all’intelligenza dei pugliesi”. Ma vediamo nel dettaglio il contenuto della mozione approvata: oltre alla clausola sociale, si chiede di rivolgere un’adeguata attenzione alla qualità dei pasti e del servizio offerto nonché alla valorizzazione della filiera alimentare corta e al coinvolgimento di tutte le imprese locali della filiera stessa; di verificare la possibilità di assicurare una sede di assistenza istituzionale al confronto tra le parti per l’applicazione della clausola sociale, territorio per territorio, Asl per Asl, affinché il confronto garantisca il ricollocamento e la tutela salariale per tutti i lavoratori rinvenienti dal precedente appalto; ed infine di intraprendere tutte le iniziative volte alla verifica di un possibile percorso di internalizzazione del servizio e la conseguente stabilizzazione del personale addetto.

“Oggi il Consiglio regionale ha compiuto un importante passo in avanti sulla questione della gara sulla ristorazione ospedaliera, ma ora dobbiamo dare seguito a quanto approvato in Aula a tutela dei lavoratori e della qualità del servizio”, commenta il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio (Pd), primo firmatario della mozione sostenuta dal Gruppo Pd e anche dall’opposizione ad esclusione della Lega che ha votato contro il documento. “Il percorso che ha portato alla mozione – spiega Di Gregorio – è iniziato tre mesi fa. E’ stato un lavoro di discussione, approfondimento, confronto all’interno del mio partito, con le altre forze politiche, con i sindacati e con le organizzazioni di categoria. Abbiamo evidenziato delle criticità presenti nel bando e con la mozione cerchiamo di indicare possibili strade migliorative”. “Ovviamente – conclude Di Gregorio – quello odierno è solo il primo passo di un’attività politica e amministrativa cui ora tutti insieme dobbiamo dare seguito per garantire la qualità del lavoro e la qualità del servizio ai degenti. In questo ambito più che mai, i due aspetti non possono essere separati ma vanno affrontati e risolti insieme”.

Soddisfatto anche il consigliere regionale del Pd Donato Metallo: “Sul Bando mense non ci siamo fermati, e confrontandoci tra consiglieri del Partito Democratico, assessore e uffici, abbiamo presentato una mozione che chiede un impegno concreto al presidente Emiliano e all’intera Giunta regionale. Una mozione approvata oggi in Consiglio regionale, che non risolve le tante paure sul bando e le perplessità che con trasparenza esprimiamo da mesi, ma segna un impegno pubblico, politico, reale. Anche di questo è fatta la politica che ci mette la faccia, si fa carico della complessità e prova a indicare strade possibili”.

“La mozione approvata oggi in Consiglio sul bando regionale per le mense ospedaliere rappresenta un passo importante sia per quello che riguarda il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, che la qualità dei pasti serviti nei nostri ospedali. Continueremo a seguire l’evolversi della situazione, se necessario chiedendo anche un tavolo con tutti gli attori interessati, per far sì che i lavoratori vengano tutelati e che si possa seriamente iniziare a parlare di internalizzazione del servizio”, dichiarano i consiglieri del M5S Marco Galante, Rosa Barone, Cristian Casili e Grazia Di Bari. “Abbiamo ribadito più volte le nostre perplessità sulla qualità dei pasti che sarebbero serviti ai pazienti, preparati nelle cucine centralizzate con il metodo di refrigerazione ‘Cook and Chill’, molto spesso a decine di chilometri dagli ospedali. Bisogna mettere la centro la qualità della vita all’interno degli ospedali: in altre regioni, è stato fatto un passo indietro e capito che è un errore preparare un pasto fuori, congelarlo e riportarlo in ospedale, così come è sbagliato tenere chiuse le mense, non avere una cucina in un ospedale che permetta anche di cambiare idea, oppure, come spesso succede, di chiedere qualcosa di diverso durante la giornata. È necessario continuare a lavorare in sinergia tra parti sociali e politica per poter dare un seguito effettivo a quanto approvato oggi”.

Di tutt’altro tenore il commento di Davide Bellomo, capogruppo della Lega: “Dopo la vicenda dell’ospedale Covid in Fiera a Bari, anche sulla mozione del Partito Democratico relativa al bando per l’affidamento del servizio di ristorazione ospedaliera è andato in scena il Pd di lotta e di governo. Quello che fa capo alla Giunta, che ha diretto le fila di una procedura pubblica di gara, e quello che arriva a chiedere, con il parere favorevole e l’impegno in Aula dell’assessore Palese, l’internalizzazione del servizio e la stabilizzazione del personale addetto. Un ridicolo e non imbarazzato gioco delle parti, l’ennesima dimostrazione di quel bipensiero di chi non ha una reale strategia e nemmeno uno straccio di idea per il futuro dei nostri figli. Tutto per capitalizzare una manciata di voti in più, con una visione del mondo che è più vicina a quella del passato Stato sovietico che non a un percorso di modernità e di vera e solida occupazione. Una commedia dell’assurdo, dove si entra a gamba tesa in un bando regionale con un atto di sindacato ispettivo che presenta anche profili di dubbia legittimità. Se, come ha candidamente ammesso Palese, la Giunta non ha competenza per revocare l’appalto di una gara, ancor di più non può condizionarla in una fase successiva con una contraddittoria clausola sociale. Ho la netta sensazione che il Pd stia offendendo l’intelligenza dei cittadini pugliesi e si stia prendendo gioco di quei lavoratori che, solo a parole, dichiara di voler tutelare. Promettendo posti e non lavoro. Senza tener conto delle innovazioni del mercato e di una modernizzazione da intercettare con lo sguardo rivolto in avanti e non al passato. La Puglia ha enormi potenzialità. La sua classe politica si dimostri all’altezza di questa sfida”.