Federico Lobuono ha solo 20 anni ed è forse il candidato sindaco più giovane della storia di Roma. Originario di Bari, da 5 anni vive nella capitale e ha presentato la lista “La Giovane Roma”, formata da under 25, in vista delle prossime Amministrative de 2021.

“A 15 anni sono andato via da Bari, mi ci trovavo bene, ma l’Italia ha il cuore a Roma e la testa a Milano. Ho fatto una scelta. Ho preferito la Città Eterna – scrive Lobuono su Facebook -. Sono 5 anni che vivo qui e sto alla grande, grazie soprattutto ai romani che mi hanno accolto come un figlio e di questo non posso che esserne grato. Negli ultimi anni mi sono accadute molto cose. Ho cominciato a partecipare attivamente alla vita politica del Paese, battendomi spesso al fianco dei suoi principali protagonisti. Ho continuato a studiare, a lavorare e in contemporanea ad approfondire la conoscenza di Roma, osservando le sue meraviglie e vivendo tutte le sue contraddizioni”.

“In questi mesi mi sono chiesto più volte cosa potessi fare in prima persona per Roma. La risposta è stata avere visione. Provare ad immaginare tutto ciò che è indispensabile per vivere in una grande Capitale – continua -.  Credo fortemente che uno dei principali problemi di Roma sia il fatto che la politica non abbia una prospettiva, ma cerchi sempre il consenso immediato senza curarsi del futuro delle persone. Ho deciso di lanciarmi in una nuova incredibile sfida: mi candido sindaco di Roma. Non è un gioco, non sto scherzando. Non sono mai stato così serio e convinto di una mia scelta”.

“A chi storce il naso, giudicandomi per i miei 20anni, rispondo che non sono stati i giovani a ridurre Roma in queste condizioni – spiega il giovane barese -. Affronterò questa bellissima sfida insieme a tante ragazze e tanti ragazzi, tutti under 25, che come me si preparano ad affrontare il domani, impegnandosi tra studio, lavoro e passioni. Giovani donne e giovani uomini che hanno il desiderio e la volontà di partecipare alla costruzione di una città diversa, migliore, all’avanguardia rispetto a quella in cui vivono. Sappiamo che è difficile, ma siamo convinti che sia una presa di posizione coraggiosa. Dobbiamo ridare voce ai giovani e rompere una volta per tutte questa retorica dannosa per cui forse, un giorno, arriverà il nostro momento. No, non è così. Noi siamo il futuro, è vero, ma vogliamo incidere sul presente”.

“Punteremo su noi stessi, sulle nostre capacità e sulle nostre idee, lavorando volutamente distanti dalla politica tradizionale. La giovinezza non ha rivali e non teme nulla, ma non siamo degli illusi e sappiamo bene quanto possa essere complicato amministrare una città, figurarsi la Capitale – conclude -. Ma senza una profonda analisi su come verrà costruito il nostro presente non potremo mai parlare di futuro. I giovani tornano protagonisti della ripartenza di Roma e noi vogliamo esserci con un nostro programma, con le nostre idee e con le nostre proposte”.

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