“Non sarò mai candidato, nemmeno se mi chiama Salvini”. Leonardo Cisaria, padre fondatore dei pinguini “mangia” sardine, è categorico e netto. Lo aveva già detto quando lo abbiamo sentito telefonicamente, ma allora i numeri del gruppo facebook nato come contraltare agli anti-Capitano erano ben diversi.

Oggi siamo a 150mila adesioni in continua crescita: “Si è trattato di un atto di ribellione, il gruppo è nato contro l’ipocrisia della sinistra, del centrosinistra. Abbiamo moderato molto gli ingressi nel gruppo, ma ormai siamo al sorpasso, almeno sulla rete”.

Loro hanno già riempito le piazze, i pinguini ancora no, ma si tratta di un appuntamento ormai imminente: “Saremo in Emilia Romagna, a supporto della candidata del centrodestra, poi in Calabria, vedremo dove”.

La distanza con le sardine è siderale, non solo nei numeri e nei fatti, ma anche nei trascorsi: “Il loro leader ormai si sa che ha lavorato con Prodi – ricorda Cisaria – noi siamo un gruppo di persone normali, non siamo sponsorizzati dalla destra, né noi andiamo alla ricerca di Lega, Fratelli d’italia o di quanto resta di Forza Italia”.

Quanto alle accuse di razzismo e fascismo, ancora una volta parlano i numeri: “Su oltre 2 milioni di post pubblicati – sottolinea – abbiamo avuto appena 8 ammonimenti da Facebook. Evidentemente non è così. Cancelliamo immediatamente post e commenti fuori luogo, qualcuno può sfuggire, perché alla fine si tratta sempre di volontari, ma ci sono 60 persone che se ne occupano”.

L’ultima parola, tra le tante considerazioni di Leonardo Cisaria, è per Salvini: “Alla luce di come sono andate le cose, ha fatto bene a far cadere il governo, perché ha fatto venir fuori tutta l’incongruenza dei 5Stelle e alla fine è stato tradito da chi, Giuseppe Conte, rappresentava un governo in quel momento euroscettico, che sotto sotto andava a fare accordi con la Merkel”.

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