“Se vedi nelle lettere che fa, delega me a rispondere delle sue responsabilità civili e penali. Tanto per capire a che punto di follia siamo”. L’ormai ex commissario straordinario dell’Arif, Oronzo Milillo, parla ad alcuni dipendenti dell’agenzia regionale. Pochi giorni prima delle sue dimissioni, Milillo spiega le ragioni di quel gesto, che definisce “una forzatura”. Il sospetto di qualcuno è che dietro la presa di posizione di Milillo possano esserci alcuni consiglieri regionali dissidenti.

A Emiliano e altri politici, l’ex commissario dice che “non possiamo lavorare così, nonostante questo io ti ho messo a disposizione una macchina da guerra e stiamo avendo gli applausi da tutte le parti”. Dichiarazioni che subito dopo collimeranno con contestatissima delibera 311, quella che dalle acque sotterranee ripesca il modus operandi del Progetto Maggiore.

C’è la convinzione che “i ragazzi dell’Arif hanno bisogno di essere stabilizzati”, ma forse ci si è lasciati un po’ andare. “Ci vogliono i soldi, hanno dato nuove competenze senza copertura finanziaria – dice ai ‘suoi’ – dobbiamo sistemare la situazione, ma mi dicono che i soldi non ci stanno. I soldi da dove li prendo? Sempre dai 40 milioni (La dotazione annuale destinata dalla Regione all’Arif ndr.). Se io ho nuove funzioni, la stabilizzazione come la facciamo senza le coperture necessarie? Io lo posso fare, ma ho bisogno di lavorare tranquillo”.

Ed ecco la spiegazione delle dimissioni, il piano subito naufragato perché nessuno è indispensabile. Morto un Papa se ne fa un altro. “Per ottenere soldi e stabilizzazione – spiega Milillo, convinto che Emiliano non accetti le sue dimissioni – abbiamo bisogno di fare un’azione forte. L’azione forte qual è? Io mi dimetto”. Si scopre che Emiliano chiama Milillo e che quest’ultimo gli abbia detto di non avere gli strumenti per completare gli iter delle stabilizzazioni o per lavorare serenamente per la Xylella.

“Da questa provocazione dobbiamo capire il bluff –  aggiunge l’ex commissario – Non siamo al top adesso, man mano che andiamo avanti i politici vanno in fibrillazione. il vero problema è che l’Arif in questi 4 mesi non è più un problema, di conseguenza ai politici non va a piangere più nessuno. Tecnicamente l’Arif a cavallo delle elezioni diventa tema elettorale. Questa è la parte estrema di quello che sto dicendo”. Milillo svela il segreto di Pulcinella: la politica ha sempre ingerito in maniera determinante nel viavai di operai e dipendenti all’interno dell’agenzia. Milillo è convinto che la politica non accetti di farsi da parte alla vigilia delle elezioni.

“Voglio chiudere subito, ad ottobre – spiega – non mi interessano i bandi a cavallo delle elezioni. So che ce la posso fare ad ottobre, ho tutto pronto, va alla grande la Xylella, voglio capire perché tu mi stai prendendo in giro. Se tu accetti le dimissioni, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona, se invece prendi in carico ciò che chiedo… Devo fare un’azione decisa e forte per capire”. Le dimissioni vengono accettate e quindi nella visione di Milillo qualcosa non funziona.

Nel mirino di Milillo era finito proprio uno dei due suoi vice, quello salentino. E lo chiarisce facendo un esempio: “Dalla stampa ho appurato che Oronzo Milillo ha dato al subcommissario Ferrari la gestione dei 70 milioni di euro per il rimpianto nel Salento (degli ulivi malati ndr.). Emiliano dirà che Ferrari gestirà il Salento. In realtà non sapevo nulla. Dirò al presidente che facendo una ricerca ho scoperto che non è in grado di farlo (Ferrari ndr.)”. Emiliano, secondo l’ex commissario, è stato indelicato “avevo bisogno di dimettermi per capire chi sarà il prossimo commissario”.

“Ci stanno prendendo per il culo”, spiega ai dipendenti Milillo. “A me onestamente il nostro lavoro piace, ci credo – continua -, ma dal punto di vista economico non voglio mettere in discussione la mia famiglia”. Lo stipendio del sub commissario, sempre secondo quanto avrebbe riferito, sarebbe di 1.400 euro. Poi ribadisce: “Vediamo che cazzo sapete fare voi,  io devo capire se mi stanno prendendo per il culo. Va bene tutto ma a questo punto io ho bisogno di capire. Io voglio discutere ogni singolo punto con Emiliano. Mi sono adoperato per coprirgli le spalle. Ho bisogno del potere assoluto con gli strumenti per andare avanti, ma ad oggi non li ho”.

Milillo cerca chiarezza: “Voglio avere la conferma che i soldi che mi danno siano solo per la Xylella e non per qualsiasi cosa”. A questo punto tira in ballo Tedeschi. “È indagato dalla Procura, vuole scaricare le colpe sull’Arif, ma questa volta col cazzo lo permetto – tuona Milillo – voglio capire se anche io sono un agnello sacrificale al gioco politico. In 4 mesi abbiamo avuto dei risultati, ho fatto qualche cazzata, ma non come le cazzate fatte prima. Tutto e tutti sapevano che era un bluff, ma io voglio che non si scopra che è così. Adesso si scatenerà il casino. Emiliano ieri sera mi ha preso e ha detto che venerdì vuole controllare i tecnici. Se ha intenzione a farci una sanzione, noi facciamo ricorso. Se accetta le dimissioni c’è qualcosa sotto”.

Ieri pomeriggio, tanto per sottolineare quando per la politica, men che meno all’Arif ci siano pedine indispensabili, la Giunta regionale ha deciso di dividere le deleghe di Milillo tra i due sub commissari. In questo caso il Papa morto è stato sostituito da due Pontefici.

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