I giochi sono fatti e ora non resta che aspettare, alle 14 di oggi inizia lo spoglio per le comunali, ma se i dati delle europee dovessero essere confermati, o almeno in linea con quelli per il rinnovo delle amministrazioni locali, qualcuno ha fatto malissimo i propri calcoli, diciamo pure che dalle parti del PD pugliese, e barese, più di una persona ha dormito molto male la notte scorsa, a partire dal sindaco di Bari, Antonio Decaro.

L’affluenza a livello nazionale è stata del 56,09%, ma la Puglia si è fermata a un “misero” 49,79, in calo di 2 punti rispetto alle consultazioni precedenti. Va un pochettino meglio in provincia di Bari, al 52,51%, ma anche in questo caso si registra lo stesso calo del 2%. Il dato nel Capoluogo sale, come era prevedibile, per il rinnovo del sindaco e del Consiglio comunale: 66,73% ; il dato assoluto in sé si deve però scontrare con un discesa più marcata, alle precedenti elezioni ha votato il 69,22%. Cosa significa questo, è tutto da vedere.

Quanto ai partiti, il trionfo della Lega a livello nazionale è sotto gli occhi di tutti: 34,34%, praticamente un italiano su tre. A spese di chi si fa abbastanza presto a dirlo, l’alleato scomodo di Governo, il Movimento 5Stelle, si ferma a un misero 17,06%. Tra i due litiganti si insinua il PD col suo 22,70%.

E in Puglia? Nel regione rossa da ormai 15 anni, i dati sono in controtendenza: primo partito il Movimento 5Stelle, al 26,30%; segue la Lega, 25,27%; nettamente staccato il PD, al 16,64%. Seguono Forza Italia all’11,11% e Fratelli d’Italia all’8,89%.

A livello provinciale i dati sono grosso modo sovrapponibili, confermando la stessa tendenza nel Capoluogo. A Bari, infatti, M5S primo partito al 27,66%, segue la Lega, al 21,84%, poi il PD con il 20,40%; Forza Italia 10,39%; Fratelli d’Italia 6,88%. Difficile dire se alle comunali gli elettori abbiano votato allo stesso modo, certamente è verosimile, il che significherebbe una cosa sola: ballottaggio, altro che vittoria al primo turno, ma per saperlo non resta che pazientare qualche ora. La messa da requiem, in ogni caso, è già cominciata, con buona pace del Partito Democratico.

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