Il primo a votare, alle 9, è Francesco Corallo. Arriva al seggio in giacca e cravatta, con la mazzetta di giornali sottobraccio. Auspica il voto disgiunto per riuscire nel miracolo: raggiungere la soglia del 3 per cento. Non succede, ma se succede…

Un’ora dopo votano Elisabetta Pani e Sabino De Razza. La prima si sofferma sulla campagna elettorale, fatta nelle periferie ad ascoltare le istanze della gente; l’altro, invece annuncia la volontà di fare opposizione di sinistra al governo cittadino.

Alle 11, accompagnata dalla mamma, è la volta dell’indipendente Irma Melini. La sua tenuta da jogging non è più una novità.

La partita vera si gioca alle 12, ora scelta per il voto da Pasquale Di Rella e Antonio Decaro. Il primo è convinto di vincere, persino al primo turno. Antonio Decaro si gode la mezza giornata di relax, il suo è un appello trasversale al voto, il più importante tra tutti gli esercizi di democrazia.

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