La politica non è una scienza esatta. Sì, perché uno stesso fatto può colorarsi di rosso o di nero a seconda da chi lo racconta o lo interpreta. Ciò che sta accadendo in queste ore è la dimostrazione plastica di come l’arma più utilizzata nella campagna elettorale dei videogiochi, delle mezze verità e degli spot d’autore, belli per carità, sia la distrazione di massa.

Qualcuno del Movimento 5 Stelle ironizza e posta la foto delle centinaia di migliaia di persone presenti a Bari per le Frecce Tricolori, spacciandola per la folla festante in occasione della visita del vicepremier Di Maio. A sottolineare la goliardica provocazione, centinaia di commenti. Qualcuno, invece, prende quel post, ci ricama su e costruisce una polemica ad arte, per la serie: quanto sono pirla quelli dei 5 Stelle. Quella foto, universalmente riconosciuta, è noto a tutti che fosse stata scattata in quella occasione: le Frecce Tricolori, nel caso vogliate riaccendere la polemica.

Gli stessi che polemizzano su una mandrakata, si indignano per le dichiarazioni assolutamente serie del consigliere comunale Giuseppe Carrieri. Certo, nel suo comunicato ci sono delle imprecisioni, ma il senso complessivo non viene affatto scalfito e il politico si assume appieno le sue responsabilità. E ci chiamano prezzolati.

Devo pensarlo, al contrario, di chi ha deciso di ignorare l’impianto complessivo del comunicato di Carrieri, appellandosi alle imprecisioni? Poveri noi, la politica non è una scienza esatta ed è capace di tirare fuori quanto di peggio esista. Votate in coscienza, al netto delle imprecisioni, delle folle oceaniche, senza prendere per buona la qualunque. Cetto a sto giro non è candidato.

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