Tutto, il contrario di tutto e tutti contro tutti. Chi ci capisce qualcosa alzi la mano. Noi, sinceramente, fatichiamo a seguire la trama di questo “Trono di Spade” alla barese che si sta consumando nel centrosinistra in vista del prossimo 26 maggio per l’elezione del prossimo sindaco e del nuovo consiglio comunale. L’apparentamento di Irma Melini con Antonio Decaro, trapelato ieri, ha ulteriormente complicato le cose, casomai ce ne fosse stato bisogno.

Pino Neviera ha già proclamato il suo no secco e perentorio: “Ha gettato veleno sul centrosinistra e su Decaro per cinque anni, è imbarazzante che adesso voglia venire da noi perché si è accorta che da sola non ce la fa ad essere eletta”. Insomma, l’insinuazione che Irma Melini sia a corto di un esercito non sembra essere così campata per aria.

Per i deboli di memoria, ricordiamo che in principio ci fu il caso dei tre imbarcati da Emiliano, Di Cagno Abbrescia, D’Addario,e Massimo Cassano, quest’ultimo inizialmente rinnegato da Decaro, rifiutato da Michele Laforgia, che però ha messo insieme la sua lista, Puglia Popolare, tutt’altro che schifata dal centrosinistra. Parole di facciata, ma intanto Decaro tace, che di questi tempi un voto fa sempre comodo. Si vede che Laforgia non conta poi così tanto da quelle parti.

Ex agguerrita avversaria del primo cittadino, affidabile, come recitano i suoi manifesti elettorali, Irma Melini sta attraversando l’Aula Dalfino per provare e sedersi su uno scranno del centrosinistra. Voci di corridoio dicono che Melini abbia passato il Rubicone perché cacciata da Di Rella dopo la richiesta della pasionaria di avere la presidenza di un Municipio. Apriti cielo. In tutto questo, Michele Laforgia che farà? Farà valere le sue ragioni così come c’è riuscito con Massimo Cassano? Vedremo. Decaro, all’uso suo, tace. Preparate i pop corn.

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