Il consigliere regionale del Movimento 5Stelle Mario Conca non arretra di un passo, ma anzi rilancia, la presa di distanza da parte del Presidente della Puglia, Michele Emiliano, sugli strani movimenti all’interno dell’Acquedotto pugliese, non gli è bastata. Nei giorni scorsi Conca ha invitato Emiliano a chiarire perché la responsabile degli Settore Affari Legali dell’Ente, Veronica Arciuolo, vincitrice di regolare concorso pubblico, dopo appena 20 mesi è stata trasferita all’Aseco (controllata da Aqp); il laconico “Non mi occupo di queste cose” del Governatore, evidentemente, non basta.

Conca ha così presentato istanza di accesso agli atti, lo scopo è ottenere l’ordine di servizio n.241 con cui la Arciuolo è stata spostata e capire per quale motivo il settore legale è stato declassato ad area, come ha fatto sapere l’ex arcinemico di Emiliano, oggi presidente di Acquedotto pugliese, Simeone Di Cagno Abbrescia. Non bastasse, il pentastellato sta preparando un esposto da presentare alla Corte dei Conti: “Voglio sapere cosa sta succedendo in Aqp e chi pagherà i danni che probabilmente dovranno essere corrisposti a un direttore rimosso apparentemente senza motivo”.

L’Ente, dal canto suo, non è stato a guardare: “Le decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione – si legge in un comunicato stampa di Acquedotto pugliese – seguono direttamente una intensa attività di ascolto delle relazioni degli organi di controllo della società (organismo legge 231, internal audit, anticorruzione, collegio sindacale) fortemente voluta dallo stesso Consiglio per individuare aree di fragilità della struttura e criticità.
Fatta questa approfondita ricognizione, il Consiglio di Amministrazione è immediatamente intervenuto sulle principali criticità con un primo provvedimento di riorganizzazione”.

“Il Consiglio di Amministrazione – prosegue – si prefigge una serie di scopi che sono, essenzialmente, quelli di migliorare la struttura organizzativa del Gruppo, valorizzare le competenze manageriali, applicare rigidamente criteri meritocratici, aprire percorsi interni di crescita professionale, rendere ancora più efficiente, con continui miglioramenti, la struttura della società”.

“Si tratta di interventi non solo doverosi – si legge ancora – ma preordinati ad affrontare le grandi sfide che il Consiglio di Amministrazione ha deciso di affrontare: forte incremento degli investimenti, interventi straordinari per il recupero delle perdite di rete, innovazione tecnologica, smaltimento dei fanghi e rafforzamento di Aseco, reperimento di nuove risorse idriche. In questo contesto, il Consiglio di Amministrazione giudica fortemente inopportuni i tentativi di interferenza e di trascinare decisioni che attengono la gestione, peraltro conseguenti alla rilevazione di forti criticità, nella polemica tra le forze politiche”.

“Il Consiglio di Amministrazione – sottolinea l’Ente – è consapevole che Acquedotto Pugliese S.p.A. è una grande risorsa per la Puglia e per il Paese e, cosciente della responsabilità che ne consegue, sta agendo con determinazione perché non sia solo l’acquedotto più grande d’Europa, fatto che si ripete come una formula vuota, ma il primo per qualità dei servizi ai cittadini, innovazione tecnologica, sensibilità ambientale e buona amministrazione”.

“Chi, dichiaratamente, senza avere diretta conoscenza dei temi di cui si va parlando, agisce irresponsabilmente buttando tutto in polemica politica – si conclude il comunicato – si assume la responsabilità di non riconoscere l’imponente sforzo di miglioramento, nei confronti delle persone di Acquedotto Pugliese S.p.A. che ogni giorno lavorano con passione per essere all’altezza del compito di essere i primi e della comunità servita”.

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