I consiglieri Caradonna, Melchiorre e Carrieri, dopo un’attenta analisi dell’orizzonte barese e degli ultimi fatti accaduti, si rivolgono al Sindaco di Bari per sollecitare l’attivazione di una più organica e strutturata rete di sicurezza territoriale.

Sono tre i punti saldi da cui si dirama il discorso dei consiglieri: l’estrema gravità della rinnovata escalation criminale che è stata registrata nelle ultime settimane a Bari; la precarietà degli immobili destinati agli Uffici Giudiziari Penali e le carenze di organici e mezzi delle forze di polizia, assegnate in particolare alla Questura di Bari, che ostacolano le operazioni di contrasto ai clan malavitosi baresi; l’assoluta inaccettabilità dei gravi fatti criminali, come sparatorie e omicidi, che recentemente sono avvenuti nel territorio urbano. Una situazione indice dell’assoluta necessità che Stato e Comune si riapproprino presto del controllo territoriale, anche con la presenza fisica delle varie forze di polizia.

Dati per assodati questi nodi che attanagliano la città di Bari, i Consiglieri chiedono al Sindaco di Bari, quale Assessore alla Polizia Municipale, di “riorganizzare i servizi di polizia locale per assicurare una maggiore presenza degli operatori sul territorio cittadino e una migliore dotazione tecnologica degli stessi, destinando inoltre cospicue risorse per la video sorveglianza dell’intera area urbana”.

“Inoltre – aggiungono – di attivarsi risolutivamente ai vari tavoli ministeriali/comitati prefettizi/etc. per assicurare effettivamente alla Città di Bari la copertura delle gravi carenze di organico delle Forze di polizia e dei gravi ritardi nel rinnovo delle dotazioni tecnologiche delle stesse nonché la definitiva risoluzione della gravissima problematiche degli Uffici Penali”. Punti che dovrebbero messi all’ordine del giorno per il prossimo consiglio comunale.

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2 COMMENTI

  1. L’idea di combattere i clan con i vigili mi pare un po’ forzata e propagandistica.

  2. Si invocano tavoli prefettizi e poi invece, come per il ferimento al San Paolo, si scopre che si tratta solo di una storia familiare da bassifondi, di degrado.

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