Dopo la sciagurata estromissione dal Consiglio di amministrazione dell’Acquedotto Pugliese, Nicola Canonico si affida all’avvocato Giacomo Olivieri e porta in Tribunale il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Un ricorso durissimo, con cui da un lato si cerca di far annullare la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione e quindi del suo presidente, Simeone Di Cagno Abbrescia; dall’altro, invece, la volontà è quella di tutelare il diritto di chiunque, quindi anche di Canonico, di fare politica come previsto dalla Costituzione.

Olivieri risponde alle nostre domande e va giù durissimo. “Non è possibile che un dipendente che abbia scelto di candidarsi con Canonico, o addirittura chi ha la ‘colpa’ di essere moglie di un politico di estrazione diversa da quella di Emiliano – tuona Olivieri – possa subire la benché minima ritorsione”.

Uno dei primi atti del neo presidente Di Cagno Abbrescia è il risultato di una caccia alle streghe, con l’obiettivo di “punire” chi, piuttosto che stare dalla parte di Michelone, parteggia per gli avversari.

C’è un punto che potrebbe persino inasprire il contenzioso, tanto da farlo trascendere nel penale. In questo caso l’avvocato Olivieri è categorico. “Dovessimo arrivare a tanto – dice – qualcuno si farà molto male”. La questione è semplice, così come lampante sembra l’utilizzo degli enti pubblici come merce di scambio in quella che si preannuncia una campagna elettorale senza esclusione di colpi.

Ma se il ricorso non dovesse essere accolto? L’avvocato Olivieri non la manda a dire nemmeno in questo caso: “L’appello lo faremo direttamente ai cittadini pugliesi e baresi, affinché siano loro a mandare a casa Emiliano”.

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