A Nicola Canonico, ex vicepresidente di Acquedotto Pugliese, non è stato concesso un ‘giusto processo’. Non ha potuto esercitare il diritto di difendere le proprie posizioni. Tutto ciò nonostante si fosse reso disponibile ad un confronto in diretta streaming col Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e con gli altri due ex colleghi del Consiglio di Amministrazione Nicola De Sanctis e Carmela Fiorella, entrambi riconfermati nell’incarico.

La sentenza, come da noi abbondantemente annunciato, era scritta da tempo e ieri pomeriggio si è data esecuzione alla condanna. Immaginiamo che già qualche ora dopo siano stati in molti a mostrare con soddisfazione in pubblico la testa mozzata di Nicola Canonico.

Sono tutti quelli ‘disturbati’ da un’azione incisiva in CdA, priva di condizionamenti e volta a far rispettare la legalità. A ben guardare, però, una testa mozzata può creare molti più danni nella pubblica opinione di una testa pensante che contesta.

Non sappiamo chi abbia ordinato l’esecuzione: siano i lettori ad attribuire un volto al boia. Siamo certi che si tratti di un volto sul quale l’arroganza del potere sta scavando rughe profonde.

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